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L’azienda Effequattro (ex Cirio): No alla chiusura del sito di Caivano

NAPOLI (di Giuliano Pennacchio) – L’azienda Effequattro, ex Cirio e di proprietà dell’imprenditore Franzese, ha deciso di chiudere lo stabilimento di conserve di Caivano (Na) aprendo le procedure di mobilità per i circa 70 lavoratori a tempo indeterminato che sono occupati per la produzione di conserve di pomodoro.

La proprietà ha manifestato la volontà di cessare le attività ai sindacati. Le ragioni della chiusura dello stabilimento campano, secondo i padroni, sono da ricercare nella crisi del mercato. La ricetta della direzione dell’azienda è la solita: tagliare il costo del lavoro ed in questo caso, adottare un modello organizzativo e produttivo basato sull’utilizzo di cooperative esterne, sostituendo i lavoratori assunti a tempo indeterminato.

FLAI CGIL, FAI CISL e UILA UIL si sono dette indisponibili ad accettare la chiusura del sito ed hanno proclamato uno sciopero ed un presidio dei lavoratori, chiedendo con forza all’azienda di tornare sui propri passi.

I sindacati, in particolare, contestano all’azienda la non applicazione dell’accordo sottoscritto presso il Ministero per le politiche agricole al momento dell’acquisizione dello stabilimento di Caivano nel 2008, con il quale la Effequattro si era impegnata per un nuovo piano industriale e per aumento delle produzioni e dell’occupazione.

“Respingiamo con assoluta nettezza quanto deciso dalla Effequattro – ha dichiarato Ettore Ronconi della FLAI CGIL nazionale – perché in questo modo 70 lavoratori potrebbero essere licenziati non tanto per una crisi economica dell’azienda, quanto piuttosto, per un preciso disegno che punta a cancellare il lavoro dipendente e a consegnare le produzioni a delle cooperative esterne”.

“E’ per questo – ha continuato Ronconi – che la lotta sindacale che abbiamo intrapreso non è soltanto a difesa del lavoro, ma anche per la legalità e per il rispetto dei contratti e delle leggi”. “Attendiamo gli sviluppi delle prossime ore – ha concluso Ronconi –, ma se non cambierà la posizione dell’azienda, intensificheremo le iniziative di lotta per richiamarla alle proprie responsabilità e a quell’accordo che la vincola al rispetto di precisi impegni”.

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