Manifestazioni in Italia, controlli rafforzati nelle città
Una giornata di proteste e controlli rafforzati in diverse città italiane, con manifestazioni contro il caro vita e altre mobilitazioni già programmate. Nel pomeriggio si segnalano cortei e presidi a Torino, Roma, Bari e Bologna, mentre a Milano i principali luoghi del centro e le stazioni restano sotto stretta sorveglianza. Alle 15:51, nel capoluogo lombardo, non risultavano cortei in corso.
Sul fronte delle indagini, secondo quanto riportato nella cronaca della giornata, la polizia avrebbe identificato in Youssef Siher, trentenne residente nel Bresciano, il presunto promotore del Movimento 17 ottobre. Il giovane sarebbe stato rintracciato in un appartamento a Milano e accompagnato in Questura per essere interrogato.
L’ipotesi investigativa riportata è quella di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e dall’uso del mezzo informatico. Sono state segnalate perquisizioni nell’abitazione in cui si trovava e presso la casa della famiglia, oltre ad accertamenti informatici. Il suo presunto ruolo nella creazione dei canali della mobilitazione resta oggetto di indagine e non dimostra una responsabilità negli scontri del precedente fine settimana.
Milano presidiata, controlli nelle stazioni
A Milano il dispositivo di sicurezza descritto comprende cinquemila appartenenti alle forze dell’ordine, droni e cinquecento paracadutisti della brigata Folgore, impiegati nell’ambito dell’operazione Strade Sicure.
Particolare attenzione è rivolta a piazza Duomo, piazza Castello, via Dante, corso Buenos Aires e alle stazioni Cadorna e Garibaldi. Nel corso della giornata sono stati segnalati controlli sui passanti e sui giovani in arrivo in città.
Diversi commercianti hanno scelto di chiudere o proteggere le vetrine, soprattutto nelle zone interessate dai precedenti disordini. Il sindaco Giuseppe Sala aveva invitato gli esercenti a mantenere aperte le attività, pur riconoscendo che la decisione spettava ai singoli negozianti.
In mattinata, una protesta distinta ha interessato la sede di Arera: l’Unione Sindacale di Base e alcuni lavoratori hanno scaricato letame davanti all’edificio, contestando il caro vita e le politiche del governo.
Roma, concluso il corteo: un gruppo verso il Colosseo
Nella Capitale si è conclusa senza incidenti la manifestazione autorizzata “Fuori l’Italia dalla guerra”, organizzata da Asse antimperialista e partita da piazza della Repubblica. Il corteo, al quale hanno partecipato alcune centinaia di persone, è terminato in via Cavour.
Successivamente, una parte dei partecipanti si è diretta verso il Colosseo passando per via degli Annibaldi. L’area è presidiata dalla polizia in tenuta antisommossa.
Dalla mattina sono stati inoltre segnalati oltre cento giovani identificati in diverse zone del centro e alcuni accompagnamenti in Questura per accertamenti. I numeri riportati nel testo disponibile non sono univoci e non consentono di indicare un totale certo.
Torino in piazza, presidio tranquillo a Bologna
A Torino migliaia di persone hanno partecipato alla protesta in piazza Castello. Durante la manifestazione sono stati intonati slogan contro il governo ed è stata bruciata una fotografia della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
A Bologna, invece, circa un centinaio di persone, soprattutto militanti del Partito comunista rivoluzionario, si sono riunite in piazza del Nettuno. Alle 16:30 la situazione risultava tranquilla, anche negli altri punti monitorati della città. Alcuni negozi del centro avevano comunque protetto le vetrine con pannelli.
Misure analoghe sono state adottate da attività commerciali a Roma, Firenze e Padova.
Perquisizioni e accertamenti sui giovanissimi
Secondo le informazioni riportate, dalle prime ore della giornata sarebbero state eseguite oltre 150 perquisizioni in diverse città, con particolare concentrazione in Lombardia. Gli accertamenti sarebbero collegati anche a una chat individuata dagli investigatori di Monza nell’ambito delle indagini sui precedenti scontri milanesi.
A Bari è stato bloccato un gruppo di ragazzi tra i 15 e i 18 anni. Durante le perquisizioni sarebbero stati sequestrati passamontagna, materiale pirotecnico e alcuni cellulari. Secondo l’ipotesi degli investigatori, il gruppo avrebbe progettato azioni di devastazione e saccheggio. I minorenni sono stati affidati ai genitori.
A Padova quattro minorenni sono stati fermati durante i controlli: secondo la ricostruzione riportata, avevano maschere o indumenti per coprire il volto e tre confezioni di petardi negli zaini.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato che le forze dell’ordine sono pronte a intervenire, richiamando la necessità di coniugare fermezza ed equilibrio di fronte a mobilitazioni che coinvolgono anche molti minorenni.
Il quadro resta in evoluzione. Le manifestazioni autorizzate, le proteste contro il caro vita e gli appuntamenti annunciati sui social presentano organizzatori e caratteristiche differenti: gli eventuali comportamenti illeciti e le responsabilità individuali restano da accertare.
Sul fronte delle indagini, secondo quanto riportato nella cronaca della giornata, la polizia avrebbe identificato in Youssef Siher, trentenne residente nel Bresciano, il presunto promotore del Movimento 17 ottobre. Il giovane sarebbe stato rintracciato in un appartamento a Milano e accompagnato in Questura per essere interrogato.
L’ipotesi investigativa riportata è quella di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e dall’uso del mezzo informatico. Sono state segnalate perquisizioni nell’abitazione in cui si trovava e presso la casa della famiglia, oltre ad accertamenti informatici. Il suo presunto ruolo nella creazione dei canali della mobilitazione resta oggetto di indagine e non dimostra una responsabilità negli scontri del precedente fine settimana.
Milano presidiata, controlli nelle stazioni
A Milano il dispositivo di sicurezza descritto comprende cinquemila appartenenti alle forze dell’ordine, droni e cinquecento paracadutisti della brigata Folgore, impiegati nell’ambito dell’operazione Strade Sicure.
Particolare attenzione è rivolta a piazza Duomo, piazza Castello, via Dante, corso Buenos Aires e alle stazioni Cadorna e Garibaldi. Nel corso della giornata sono stati segnalati controlli sui passanti e sui giovani in arrivo in città.
Diversi commercianti hanno scelto di chiudere o proteggere le vetrine, soprattutto nelle zone interessate dai precedenti disordini. Il sindaco Giuseppe Sala aveva invitato gli esercenti a mantenere aperte le attività, pur riconoscendo che la decisione spettava ai singoli negozianti.
In mattinata, una protesta distinta ha interessato la sede di Arera: l’Unione Sindacale di Base e alcuni lavoratori hanno scaricato letame davanti all’edificio, contestando il caro vita e le politiche del governo.
Roma, concluso il corteo: un gruppo verso il Colosseo
Nella Capitale si è conclusa senza incidenti la manifestazione autorizzata “Fuori l’Italia dalla guerra”, organizzata da Asse antimperialista e partita da piazza della Repubblica. Il corteo, al quale hanno partecipato alcune centinaia di persone, è terminato in via Cavour.
Successivamente, una parte dei partecipanti si è diretta verso il Colosseo passando per via degli Annibaldi. L’area è presidiata dalla polizia in tenuta antisommossa.
Dalla mattina sono stati inoltre segnalati oltre cento giovani identificati in diverse zone del centro e alcuni accompagnamenti in Questura per accertamenti. I numeri riportati nel testo disponibile non sono univoci e non consentono di indicare un totale certo.
Torino in piazza, presidio tranquillo a Bologna
A Torino migliaia di persone hanno partecipato alla protesta in piazza Castello. Durante la manifestazione sono stati intonati slogan contro il governo ed è stata bruciata una fotografia della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
A Bologna, invece, circa un centinaio di persone, soprattutto militanti del Partito comunista rivoluzionario, si sono riunite in piazza del Nettuno. Alle 16:30 la situazione risultava tranquilla, anche negli altri punti monitorati della città. Alcuni negozi del centro avevano comunque protetto le vetrine con pannelli.
Misure analoghe sono state adottate da attività commerciali a Roma, Firenze e Padova.
Perquisizioni e accertamenti sui giovanissimi
Secondo le informazioni riportate, dalle prime ore della giornata sarebbero state eseguite oltre 150 perquisizioni in diverse città, con particolare concentrazione in Lombardia. Gli accertamenti sarebbero collegati anche a una chat individuata dagli investigatori di Monza nell’ambito delle indagini sui precedenti scontri milanesi.
A Bari è stato bloccato un gruppo di ragazzi tra i 15 e i 18 anni. Durante le perquisizioni sarebbero stati sequestrati passamontagna, materiale pirotecnico e alcuni cellulari. Secondo l’ipotesi degli investigatori, il gruppo avrebbe progettato azioni di devastazione e saccheggio. I minorenni sono stati affidati ai genitori.
A Padova quattro minorenni sono stati fermati durante i controlli: secondo la ricostruzione riportata, avevano maschere o indumenti per coprire il volto e tre confezioni di petardi negli zaini.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato che le forze dell’ordine sono pronte a intervenire, richiamando la necessità di coniugare fermezza ed equilibrio di fronte a mobilitazioni che coinvolgono anche molti minorenni.
Il quadro resta in evoluzione. Le manifestazioni autorizzate, le proteste contro il caro vita e gli appuntamenti annunciati sui social presentano organizzatori e caratteristiche differenti: gli eventuali comportamenti illeciti e le responsabilità individuali restano da accertare.

