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Cronaca

Francia, studenti e gilet gialli contro il caro vita: scontri e 166 fermi nella mattinata

Studenti, gilet gialli, insegnanti, infermieri e agricoltori: in Francia la protesta contro il caro vita coinvolge diverse fasce della popolazione e torna a riempire le piazze. La giornata di mobilitazione del 17 ottobre è stata segnata, fin dalle prime ore, da scontri e interventi delle forze dell’ordine. Secondo i dati diffusi dalle autorità nella mattinata, i fermi sono stati 166 in tutto il Paese, mentre i manifestanti segnalati erano circa 32.800.

Un bilancio ancora provvisorio, precedente all’avvio del corteo parigino, previsto dalle 14 a Place de la République. Le stime del ministero dell’Interno indicavano una possibile partecipazione di 40mila persone nella capitale e circa 150mila nel resto della Francia.

La mobilitazione, promossa online da settimane, nasce dalla contestazione studentesca e raccoglie un malcontento più ampio per il costo della vita. Tra i partecipanti sono ricomparsi i gilet gialli, protagonisti dal 2018 delle proteste iniziate contro il rincaro dei carburanti. Uno dei siti che sostengono l’iniziativa segnala oltre 1.700 azioni di protesta di diverso tipo.

Le tensioni hanno interessato numerose città. Scontri sono stati segnalati a Parigi, Rouen e Marsiglia, mentre a Lione la polizia è intervenuta per disperdere alcuni gruppi di manifestanti. A Rennes, barricate incendiate hanno bloccato alcune strade, provocando disagi alla circolazione.

Nella capitale, già prima del corteo principale, gli agenti hanno utilizzato gas lacrimogeni e disperso due manifestazioni non autorizzate. La prefettura aveva vietato i raduni in alcune aree considerate strategiche, tra cui la zona dell’Eliseo.

Tra gli episodi della mattinata figura anche un attacco alla sede dell’emittente CNews, riconducibile all’imprenditore Vincent Bolloré. Intorno alle 7, un centinaio di persone avrebbe bloccato l’accesso al parcheggio e lanciato oggetti, danneggiando alcuni vetri. Ventuno persone sono state arrestate; non risultano feriti.

Alla vigilia delle manifestazioni, il presidente Emmanuel Macron aveva invitato alla calma, richiamando la possibilità di protestare senza «insultare» né «distruggere». L’attenzione delle autorità resta concentrata soprattutto sul tardo pomeriggio e sulla sera, quando si teme il proseguimento dei disordini dopo i cortei.

Per le 18 è stata programmata una riunione dell’unità di crisi del ministero dell’Interno. Il ministro Laurent Nuñez ha aperto alla possibilità di utilizzare nuovamente granate stordenti in presenza di «violenze urbane estremamente gravi», attribuendo soprattutto all’estrema sinistra il rischio di devastazioni.

La protesta alimenta anche lo scontro politico, sullo sfondo dell’avvicinamento alle presidenziali del 2027. Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National, ha riconosciuto la legittimità delle rivendicazioni, denunciandone però l’utilizzo come copertura per le violenze. Jean-Luc Mélenchon, leader di La France Insoumise, ha invece descritto la mobilitazione come l’espressione dell’esasperazione di ampi settori della società e ha denunciato le violenze della polizia.

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