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Meloni verso il Consiglio europeo: sì alle risoluzioni del centrodestra, scontro sull’Ucraina

Il Parlamento approva le risoluzioni del centrodestra in vista del prossimo Consiglio europeo, al termine di una giornata segnata dal confronto sull’Ucraina e dalle polemiche sulle procedure di voto. Giorgia Meloni, intervenuta al Senato e alla Camera, ha affrontato i temi dell’energia, dei rapporti con gli Stati Uniti e della sicurezza europea, rivendicando la compattezza della maggioranza nel sostegno a Kiev.

«Sull’Ucraina noi siamo uniti, c’è una maggioranza. Mi pare che il problema sia dall’altra parte», ha dichiarato la presidente del Consiglio durante la replica a Montecitorio, chiamando in causa le differenze tra le forze di opposizione.

Proprio sul dossier ucraino, tuttavia, Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e +Europa hanno sperimentato alla Camera un primo avvicinamento: i gruppi si sono reciprocamente astenuti sulle parti dedicate a Kiev contenute nelle rispettive risoluzioni. Una scelta che i leader del campo largo hanno interpretato come un progresso verso una maggiore convergenza, pur in presenza di testi differenti.

Nicola Fratoianni, co-portavoce di Avs, ha sottolineato il significato politico del voto. «Un conto è allontanarsi, un conto avvicinarsi», ha detto ai cronisti in Transatlantico, spiegando che i punti sull’Ucraina nelle tre risoluzioni presentano formulazioni diverse rispetto al passato e che il lavoro di confronto prosegue.

Sul fronte della maggioranza, le due risoluzioni del centrodestra hanno ottenuto il via libera in entrambe le Camere. La seconda ha però provocato la protesta delle opposizioni, che hanno contestato la presentazione, da parte della stessa forza politica, di due documenti su argomenti estremamente simili. Una procedura giudicata inusuale e, secondo le minoranze, irregolare: quasi tutti gli esponenti dell’opposizione hanno quindi abbandonato l’Aula, rifiutandosi di partecipare al voto.

Nelle comunicazioni al Parlamento, Meloni ha inoltre chiesto una risposta europea coordinata e rapida contro il caro energia, sottolineando che nessun Paese può affrontare efficacemente da solo uno scenario di questo tipo.

La premier ha espresso anche una critica all’intesa sul gasolio russo annunciata dal presidente statunitense Donald Trump, definendola «molto rischiosa» perché, a suo giudizio, legittima Mosca.

Quanto alla sicurezza, Meloni ha sostenuto che Vladimir Putin cerchi di spostare l’attenzione dall’andamento del conflitto individuando nell’Europa un nuovo nemico. Da qui l’invito a mantenere alta l’allerta: un richiamo che accompagna il confronto parlamentare alla vigilia del vertice europeo.

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