Campania, De Luca perde pezzi: Porcelli verso Progetto Civico, Fortini guarda al Pd
Si riduce la pattuglia dei fedelissimi di Vincenzo De Luca in Consiglio regionale della Campania. Il gruppo di “A testa alta”, nato per rappresentare l’area politica dell’ex presidente della Regione, potrebbe infatti perdere Giovanni Porcelli, sempre più vicino a Progetto Civico, mentre sullo sfondo si muovono anche le ambizioni politiche di Lucia Fortini, che guarda al Partito Democratico e a una possibile candidatura alle prossime elezioni politiche.
Un quadro che aiuta a comprendere anche la durezza con cui De Luca, intervenendo alla Leopolda di Firenze davanti a Matteo Renzi, ha attaccato Progetto Civico, definendolo senza mezzi termini «paraculismo civico».
Porcelli si avvicina a Progetto Civico
Il passaggio politicamente più significativo riguarda Giovanni Porcelli. Commercialista, 54 anni, dirigente pubblico ed ex sindaco di Mugnano di Napoli, Porcelli è stato per anni considerato vicino all’area deluchiana. Nel corso del decennio di De Luca alla guida della Campania ha ricoperto anche incarichi manageriali in società ed enti regionali, tra cui Soresa e Arpac.
Alle ultime elezioni regionali è stato rieletto raccogliendo circa 20mila preferenze. Ora il suo nome compare nel manifesto che annuncia la presentazione dei coordinatori di Napoli e provincia di Progetto Civico, in programma l’8 ottobre a Licola.
L’avvicinamento al movimento rappresenta un segnale politico rilevante. Progetto Civico è infatti legato ad Alessandro Onorato e, sul territorio campano, guarda all’area del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e dell’assessore comunale Carlo Puca.
Resta adesso da capire quale sarà il prossimo passo di Porcelli all’interno del Consiglio regionale: il consigliere potrebbe lasciare formalmente “A testa alta” e approdare al gruppo misto, sancendo anche sul piano istituzionale il distacco dall’area deluchiana.
La pattuglia deluchiana si restringe
Attualmente “A testa alta” comprende, oltre a Porcelli, Luca Cascone, Gennaro Oliviero e Lucia Fortini. Un eventuale addio di Porcelli ridurrebbe ulteriormente il peso numerico della formazione riconducibile all’ex governatore.
La sopravvivenza del gruppo consiliare, tuttavia, non sarebbe in discussione. La sua costituzione non è infatti subordinata al mantenimento di un numero minimo di consiglieri, grazie alle condizioni con cui il gruppo è stato riconosciuto all’inizio della legislatura regionale e al collegamento politico garantito dall’europarlamentare del Partito Democratico Lello Topo.
Non ci sarebbe dunque, nell’immediato, il rischio di perdere strutture, personale e contributi collegati all’esistenza del gruppo. Il problema per De Luca è soprattutto politico.
Fortini guarda al Partito Democratico
E proprio all’interno della pattuglia deluchiana un’altra posizione viene osservata con attenzione: quella di Lucia Fortini, già assessora regionale alla Scuola e alle Politiche sociali.
Fortini starebbe lavorando per costruire uno spazio politico nel Partito Democratico, guardando già alle prossime elezioni politiche e alla possibilità di ottenere una candidatura nell’area guidata dalla segretaria Elly Schlein.
Una prospettiva che, se dovesse concretizzarsi, rappresenterebbe un ulteriore segnale della progressiva redistribuzione delle forze che per anni hanno fatto riferimento direttamente a De Luca.
Cambiano gli equilibri nel centrosinistra campano
Il caso Porcelli, insieme alle manovre di Fortini, racconta quindi una fase di assestamento più ampia nel centrosinistra campano. Dopo la lunga stagione deluchiana alla guida della Regione, consiglieri, amministratori ed esponenti politici stanno ridefinendo collocazioni e alleanze.
Da una parte cresce l’area civica che guarda al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi; dall’altra il Partito Democratico resta il principale punto di approdo per chi punta a una prospettiva politica nazionale.
In mezzo c’è Vincenzo De Luca, che continua a rivendicare l’autonomia della propria esperienza politica e a difendere “A testa alta”, ma deve fare i conti con una pattuglia che rischia di diventare sempre più ristretta.
L’appuntamento dell’8 ottobre a Licola, con la presentazione dei coordinatori napoletani di Progetto Civico, potrà rappresentare il primo banco di prova: la presenza e il ruolo assunto da Porcelli chiariranno quanto il suo avvicinamento sia destinato a trasformarsi in una vera e propria nuova collocazione politica.
Un quadro che aiuta a comprendere anche la durezza con cui De Luca, intervenendo alla Leopolda di Firenze davanti a Matteo Renzi, ha attaccato Progetto Civico, definendolo senza mezzi termini «paraculismo civico».
Porcelli si avvicina a Progetto Civico
Il passaggio politicamente più significativo riguarda Giovanni Porcelli. Commercialista, 54 anni, dirigente pubblico ed ex sindaco di Mugnano di Napoli, Porcelli è stato per anni considerato vicino all’area deluchiana. Nel corso del decennio di De Luca alla guida della Campania ha ricoperto anche incarichi manageriali in società ed enti regionali, tra cui Soresa e Arpac.
Alle ultime elezioni regionali è stato rieletto raccogliendo circa 20mila preferenze. Ora il suo nome compare nel manifesto che annuncia la presentazione dei coordinatori di Napoli e provincia di Progetto Civico, in programma l’8 ottobre a Licola.
L’avvicinamento al movimento rappresenta un segnale politico rilevante. Progetto Civico è infatti legato ad Alessandro Onorato e, sul territorio campano, guarda all’area del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e dell’assessore comunale Carlo Puca.
Resta adesso da capire quale sarà il prossimo passo di Porcelli all’interno del Consiglio regionale: il consigliere potrebbe lasciare formalmente “A testa alta” e approdare al gruppo misto, sancendo anche sul piano istituzionale il distacco dall’area deluchiana.
La pattuglia deluchiana si restringe
Attualmente “A testa alta” comprende, oltre a Porcelli, Luca Cascone, Gennaro Oliviero e Lucia Fortini. Un eventuale addio di Porcelli ridurrebbe ulteriormente il peso numerico della formazione riconducibile all’ex governatore.
La sopravvivenza del gruppo consiliare, tuttavia, non sarebbe in discussione. La sua costituzione non è infatti subordinata al mantenimento di un numero minimo di consiglieri, grazie alle condizioni con cui il gruppo è stato riconosciuto all’inizio della legislatura regionale e al collegamento politico garantito dall’europarlamentare del Partito Democratico Lello Topo.
Non ci sarebbe dunque, nell’immediato, il rischio di perdere strutture, personale e contributi collegati all’esistenza del gruppo. Il problema per De Luca è soprattutto politico.
Fortini guarda al Partito Democratico
E proprio all’interno della pattuglia deluchiana un’altra posizione viene osservata con attenzione: quella di Lucia Fortini, già assessora regionale alla Scuola e alle Politiche sociali.
Fortini starebbe lavorando per costruire uno spazio politico nel Partito Democratico, guardando già alle prossime elezioni politiche e alla possibilità di ottenere una candidatura nell’area guidata dalla segretaria Elly Schlein.
Una prospettiva che, se dovesse concretizzarsi, rappresenterebbe un ulteriore segnale della progressiva redistribuzione delle forze che per anni hanno fatto riferimento direttamente a De Luca.
Cambiano gli equilibri nel centrosinistra campano
Il caso Porcelli, insieme alle manovre di Fortini, racconta quindi una fase di assestamento più ampia nel centrosinistra campano. Dopo la lunga stagione deluchiana alla guida della Regione, consiglieri, amministratori ed esponenti politici stanno ridefinendo collocazioni e alleanze.
Da una parte cresce l’area civica che guarda al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi; dall’altra il Partito Democratico resta il principale punto di approdo per chi punta a una prospettiva politica nazionale.
In mezzo c’è Vincenzo De Luca, che continua a rivendicare l’autonomia della propria esperienza politica e a difendere “A testa alta”, ma deve fare i conti con una pattuglia che rischia di diventare sempre più ristretta.
L’appuntamento dell’8 ottobre a Licola, con la presentazione dei coordinatori napoletani di Progetto Civico, potrà rappresentare il primo banco di prova: la presenza e il ruolo assunto da Porcelli chiariranno quanto il suo avvicinamento sia destinato a trasformarsi in una vera e propria nuova collocazione politica.

