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Cronaca

Vittorio Sgarbi ricoverato in terapia intensiva al Gemelli: apprensione per le sue condizioni

Ore di apprensione per Vittorio Sgarbi, ricoverato al Policlinico Agostino Gemelli di Roma. Il critico e storico dell’arte, 74 anni, si trova nel reparto di terapia intensiva, dove è sottoposto a monitoraggio da parte dell’équipe sanitaria.

La presenza di Sgarbi nella struttura romana è stata confermata dall’ospedale. Diverse fonti giornalistiche riferiscono che le sue condizioni sarebbero gravi. Al momento, tuttavia, non è stato diffuso un bollettino medico ufficiale che chiarisca nel dettaglio il quadro clinico e le cause che hanno determinato il ricovero.

Le indiscrezioni sulle cause del ricovero

Le informazioni circolate nelle ultime ore non coincidono completamente. Secondo quanto riportato da Italpress, Sgarbi è stato preso in cura dai medici del Gemelli per accertamenti e monitoraggio clinico. Altre fonti riferiscono invece di un quadro più serio e della permanenza in terapia intensiva.

Tra le ipotesi circolate c’è anche quella di una polmonite, ma al momento questo elemento non risulta confermato ufficialmente dall’ospedale. In assenza di comunicazioni mediche dettagliate, dunque, resta necessario distinguere le indiscrezioni dal dato accertato: Sgarbi è ricoverato al Gemelli e si trova in terapia intensiva.

Le prime notizie sul ricovero sono emerse nella notte tra il 30 settembre e il primo ottobre. La vicenda è stata ripresa anche durante la trasmissione televisiva È sempre Cartabianca, condotta da Bianca Berlinguer, mentre nelle ore successive sono arrivate ulteriori conferme da fonti sanitarie e agenzie di stampa.

L’apprensione di amici e conoscenti

La notizia ha rapidamente suscitato preoccupazione tra le persone vicine al critico d’arte. Messaggi di incoraggiamento e solidarietà sono comparsi anche in Sgarbistan, la storica chat WhatsApp legata a Sgarbi, frequentata negli anni da giornalisti, esponenti politici, amici e conoscenti.

Il gruppo era diventato nel tempo uno degli spazi nei quali Sgarbi interveniva direttamente, condividendo opinioni e commenti sull’attualità, sulla politica e soprattutto sull’arte.

Il precedente ricovero del 2025

Per Sgarbi non si tratta del primo ricovero al Policlinico Gemelli. Nella primavera del 2025 aveva trascorso oltre un mese nella struttura romana durante un periodo particolarmente difficile, segnato da una profonda depressione, isolamento, forte perdita di peso e difficoltà nell’alimentazione.

Successivamente il critico era gradualmente tornato alla vita pubblica e alle iniziative culturali. Nel corso del 2026 aveva ripreso a partecipare a eventi e incontri legati al mondo dell’arte.

Negli anni Sgarbi ha affrontato anche altri problemi di salute. Nel 2021 aveva raccontato pubblicamente di essere guarito da un tumore alla prostata, curato all’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma.

La vicenda con la figlia Evelina

Negli ultimi tempi le condizioni personali e di salute di Sgarbi erano finite anche al centro della controversia giudiziaria con la figlia Evelina Sgarbi, che aveva chiesto la nomina di un amministratore di sostegno per il padre sostenendo che non fosse più nelle condizioni di occuparsi autonomamente dei propri interessi.

Una vicenda familiare diventata pubblica e strettamente intrecciata al difficile periodo attraversato dal critico d’arte.

Ora l’attenzione è concentrata sul nuovo ricovero. Dal Policlinico Gemelli non è stato ancora diffuso un bollettino medico dettagliato sulle cause e sull’evoluzione delle condizioni di Vittorio Sgarbi. Saranno quindi le eventuali comunicazioni dell’ospedale o della famiglia a chiarire nelle prossime ore il quadro clinico del critico d’arte.

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