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Tragedia nel campo rom, lutto cittadino Alemanno: “Mi appellerò al premier”

fiori per i bimbi rom, vittime del rogo

ROMA – Lutto cittadino oggi a Roma. Alle 12.30 è stato osservato un minuto di silenzio nelle scuole e negli gli uffici comunali, bandiere a mezz’asta per tutto il giorno e una veglia religiosa nel pomeriggio organizzata dalla comunità di Sant’Egidio alle 17.30 presieduta dal cardinale vicario Agostino Vallini. La Capitale ha ricordato così i quattro bambini morti nel rogo della baracca dove abitavano in un accampamento in via Appia Nuova. E intanto il sindaco è in queste ore a palazzo Chigi ma finora non ha incontrato il ministro degli Interni per chiarire la polemica sui fondi già stanziati per i campi rom. Alla richiesta di nuovi finanziamenti Maroni aveva risposto: “Richiesta immotivata, per l’emergenza nomadi Roma ha già avuto 32 milioni”. La contro-replica del sindaco: “Il ministro non ha capito il senso della mia lettera: i fondi ulteriori servono per i nuovi campi. Spiegherò io stesso la situazione a Berlusconi”.

La tragedia Il giorno dopo Lacrime e fiori

Intanto è polemica sul Piano nomadi anche alla luce delle richieste avanzate dal sindaco Gianni Alemanno (VIDEO), e dal prefetto Giuseppe Pecoraro al Ministero dell’Interno. Come spiegato dal prefetto, nella lettera congiunta inviata al Ministro Roberto Maroni, vengono chieste le tende, le risorse, e i nuovi poteri speciali, ovvero la possibilità di derogare ai vincoli archeologici e urbanistici, e di eliminare o abbreviare i termini della Conferenza dei Servizi. E il Viminale ha manifestato ”sorpresa” per le richieste avanzate nella lettera, tanto che ha ricordato che dal ministero per l’emergenza nomadi sono stati stanziati già 60 milioni di euro destinati al Lazio, alla Campania, alla Lombardia, al Veneto e al Piemonte.

IL RACCONTO “Siamo in troppi, qui è una discarica”

Al Lazio ne sono andati un terzo (20 milioni circa), ai quali vanno aggiunti i 12 milioni concessi da Comune di Roma e dalla Regione Lazio, per un totale di 32 milioni di euro. Una richiesta che al Viminale è apparsa ”immotivata” e, comunque, contenendo domande di deroghe importanti, come quelle ai vincoli archeologici, andrebbe girata a Palazzo Chigi.

E se il Piano nomadi, ha fatto notare il ministero, va attuato più velocemente e compete al sindaco e al prefetto (che è commissario straordinario), il Viminale è disponibile a contribuire con interventi di Protezione Civile, come tende e altre attrezzature ritenute necessarie.

Immediata la replica del sindaco : ”Se riceverò un rifiuto da parte di Maroni mi appellerò direttamente al premier e gli spiegherò la situazione. Comunque fronteggeremo in qualche modo il problema”. Lo ha dettoAlemanno, intervenuto in merito alle polemiche sul piano nomadi, a margine della commemorazione nella Capitale dell’anniversario della morte del militante di destra Paolo Di Nella, ucciso nel quartiere africano.Alemanno ha spiegato che ”i fondi ulteriori non servono domani per la prima emergenza, ma per realizzare i campi che devono essere costruiti. Il problema quindi si può anche risolvere nella manovra di giugno. L’importante è avere un segnale di disponibilità per poter programmare questi lavori e chiedere il piano”.

”Credo che l’incontro con Maroni, che ho chiesto ieri, potrebbe esserci anche oggi”, ha aggiunto il sindaco. “Ne ho già parlato con il sottosegretario Mantovano. Credo che il ministro non abbia capito il senso della lettera mia e del prefetto perché la richiesta non è di altri fondi per fare le stesse cose, ma per fare cose ulteriori e affrontare quindi il problema dello sgombero dei nuovi microcampi abusivi”. Alemanno ha spiegato che ”il piano nomadi inizialmente era dimensionato solo per chiudere i campi tollerati, e per questo i soldi ci sono. Il problema è lo sgombero dei microcampi, che è documentato dal prefetto, il quale è parte della struttura del ministero dell’Interno. Semmai la polemica non è con me ma interna alle loro strutture”. ”Spero – ha concluso Alemanno – che oggi il ministro comprenda la situazione perché altrimenti denunciamo con forza il fatto che non abbiamo gli strumenti, i poteri e le risorse per raggiungere i nostri obiettivi”. (Repubbica)

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