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Tirrenia, da Napoli un appello per difendere il lavoro

NAPOLI (di Giuliano Pennacchio) – Un’assemblea unitaria, svoltasi ieri 4 febbraio nella sede di Napoli, al rione Sirignano, con la partecipazione di lavoratori amministrativi, ha ribadito lo stato di agitazione. Nelle loro parole il “timore di un’altra Alitalia” in merito alle linee di vendita dell’azienda esposte il 3 febbraio dal commissario straordinario, Giancarlo D’Andrea. A Napoli, c’è d’aggiungere, che gli uffici amministrativi e la sede legale della Compagnia di Navigazione risultano essere presenti dal 1936.

I lavoratori considerano del tutto insufficienti le garanzie a salvaguardia dell’occupazione previsti dalla legge Marzano ( il provvedimento per la ristrutturazione industriale di grandi imprese in stato di insolvenza) e condannano la volontà dell’azienda di voler mettere in discussione l’attuale contratto. Il complesso degli impiegati della Tirrenia, inoltre, è preoccupato soprattutto per il rischio di smembramento dell’azienda e di possibili tentativi di svendita della Compagnia ai privati.

Le maestranze si appellano a tutte le organizzazioni sindacali per un forte ed unitario impegno per l’occupazione, per clausole sociali vincolanti per i futuri acquirenti e per un piano industriale in grado di rilanciare la Compagnia.

Infine, l’assemblea dei lavoratori amministrativi della Tirrenia di Napoli, ha proposto di preparare un presidio di lotta, a Roma il 9 febbraio prossimo, in vista dell’incontro che si terrà presso il Ministero dell’Economia.

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