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Regno Unito, Canada e Australia riconoscono lo Stato di Palestina: Netanyahu parla di “tradimento”

In una svolta diplomatica senza precedenti, tre Paesi chiave del Commonwealth – Regno Unito, Canada e Australia – hanno annunciato oggi il riconoscimento formale dello Stato di Palestina. Una mossa di portata storica, che ha immediatamente innescato la dura reazione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il quale ha definito la decisione un vero e proprio “tradimento”.

Il primo ad aprire la strada è stato il premier britannico Keir Starmer, che in un annuncio pubblicato su X ha dichiarato: “Oggi, per ravvivare la speranza di pace tra palestinesi e israeliani e di una soluzione a due Stati, il Regno Unito riconosce formalmente lo Stato di Palestina”. In un discorso di circa sei minuti, Starmer ha ribadito la netta opposizione a Hamas, definita “una brutale organizzazione terroristica” e sottolineando che tale riconoscimento “non è una ricompensa per Hamas”, ma un passo necessario per costruire la pace. Il premier ha inoltre denunciato la catastrofe umanitaria a Gaza, affermando che le migliaia di morti, i bombardamenti e la fame sono “assolutamente intollerabili”.

Subito dopo Londra, anche l’Australia ha ufficializzato la sua decisione. Il primo ministro Anthony Albanese ha spiegato che Canberra riconosce “le legittime e storiche aspirazioni del popolo palestinese a uno Stato proprio”. Ha poi aggiunto che il presidente dell’Autorità Palestinese ha garantito il riconoscimento di Israele e ha promesso riforme su elezioni, finanza pubblica e istruzione, condizioni necessarie per il sostegno australiano. Albanese ha ribadito che Hamas “non deve avere alcun ruolo in Palestina”.

Infine, il premier canadese Mark Carney ha confermato la posizione di Ottawa: “Il Canada riconosce lo Stato di Palestina e offre la sua collaborazione per costruire la promessa di un futuro pacifico sia per lo Stato di Palestina che per lo Stato di Israele”. Una dichiarazione che rafforza la portata multilaterale dell’iniziativa.

La decisione congiunta di Regno Unito, Canada e Australia segna una svolta significativa nella diplomazia internazionale. Il peso politico di Londra, storico alleato di Israele e protagonista nella creazione dello Stato ebraico nel dopoguerra, conferisce a questa scelta un valore altamente simbolico. La reazione di Netanyahu, che parla di “tradimento”, lascia presagire forti tensioni diplomatiche nelle prossime settimane.

Resta ora da capire se altri Paesi occidentali seguiranno l’esempio dei tre governi del Commonwealth, in un momento in cui la guerra a Gaza e il collasso umanitario continuano a scuotere la comunità internazionale.

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