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Elezioni comunali in Nord Reno-Vestfalia: la Cdu regge, vola l’estrema destra di AfD

Le elezioni comunali svoltesi ieri nel Nord Reno-Vestfalia, il Land più popoloso della Germania, hanno confermato la Cdu come primo partito ma hanno visto soprattutto l’exploit di Alternative für Deutschland (AfD), che ha triplicato i consensi rispetto alla precedente tornata.

Per il cancelliere Friedrich Merz, leader della Cdu, si è trattato del primo vero banco di prova da quando è salito al governo. Il suo partito ha tenuto, raccogliendo il 34,6% dei voti e confermandosi forza politica di riferimento. “Un buon risultato, che ci lascia comunque con l’obbligo di riflettere”, ha commentato Hendrik Wüst, presidente del Land e volto locale dei cristiano-democratici. La vera sorpresa arriva da AfD: con il 16,5% dei voti, il partito di estrema destra ha triplicato il proprio consenso rispetto alle comunali precedenti (dove si era fermato al 5%). Un risultato che, sebbene inferiore al 20% ottenuto alle ultime elezioni federali, rappresenta una crescita significativa in una regione storicamente dominata da Cdu e Spd. Il co-leader Tino Chrupalla ha celebrato il risultato su X, parlando di un “grande successo” e definendo AfD un “partito popolare con una grande responsabilità per la Germania”.

Il Partito socialdemocratico (Spd) si conferma seconda forza ma in calo, con il 22,6% dei voti, due punti in meno rispetto al 2020. Per una formazione che considera il Nord Reno-Vestfalia una roccaforte, si tratta di un duro colpo. Emblematico il caso di Gelsenkirchen, storica città operaia: qui la candidata socialdemocratica Andrea Henze dovrà vedersela al ballottaggio con Norbert Emmerich di AfD. Pesante anche l’arretramento dei Verdi, scesi all’11,7% con una perdita di circa 8,5 punti. La Linke ha guadagnato terreno al 5,1% (+1,3%), mentre i liberali dell’Fdp sono crollati al 3,2%. Il successo di AfD non è passato inosservato all’estero. In Italia, il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini si è congratulato con la formazione tedesca: “La voglia di cambiamento soffia sempre più forte in tutta Europa”, ha scritto su X.

Oltre 13 milioni di cittadini erano chiamati alle urne per eleggere consigli comunali, provinciali e presidenti di circondario. L’affluenza ha superato il 58%, il livello più alto dal 1994: un segnale di forte partecipazione in una fase politica segnata da polarizzazione e crescenti tensioni sociali.

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