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Israele rilancia gli aiuti a Gaza ma nega la carestia: “La guerra va avanti”

L’esercito israeliano (IDF) ha annunciato la ripresa dei lanci aerei di aiuti umanitari sulla Striscia di Gaza, insieme all’istituzione di nuovi corridoi per facilitare l’ingresso dei convogli delle Nazioni Unite. Allo stesso tempo, l’IDF nega l’esistenza di una carestia nella regione, parlando di “fake news promossa da Hamas”.

In un comunicato diffuso nella serata di sabato, le forze armate israeliane hanno elencato una serie di misure umanitarie previste “per migliorare l’assistenza alla popolazione civile”. Tra queste: il rilancio dei lanci aerei contenenti generi alimentari essenziali come farina, zucchero e cibo in scatola; l’attivazione di corridoi umanitari per il passaggio sicuro dei convogli dell’ONU; l’eventuale attuazione di “pause umanitarie” nelle aree densamente popolate e il ripristino di una linea elettrica da Israele a un impianto di desalinizzazione, che ha riportato la produzione giornaliera d’acqua potabile a circa 20.000 metri cubi.

Tuttavia, l’IDF ha ribadito che secondo i propri dati “a Gaza non esiste alcuna carestia”, contraddicendo apertamente le denunce di emergenza umanitaria lanciate da diverse agenzie internazionali. “Si tratta di una campagna di disinformazione orchestrata da Hamas”, si legge nel comunicato. Israele accusa inoltre le Nazioni Unite e le organizzazioni umanitarie di inefficienze nella distribuzione degli aiuti, sostenendo che spetta a queste ultime garantire che gli aiuti non finiscano nelle mani dell’organizzazione islamista. La posizione ufficiale israeliana arriva in un momento in cui le immagini della crisi umanitaria a Gaza continuano a circolare sui media internazionali, alimentando l’indignazione dell’opinione pubblica globale. Secondo l’ONU, milioni di civili palestinesi vivono in condizioni di insicurezza alimentare acuta e numerosi rapporti parlano di un rischio concreto di carestia, in particolare nel nord della Striscia.

La ripresa delle consegne umanitarie, tuttavia, non segna un allentamento delle operazioni militari. “La guerra continua”, ha affermato l’IDF. “Le operazioni di combattimento non sono cessate. Continueremo a operare a Gaza per recuperare tutti gli ostaggi e sconfiggere Hamas, sia in superficie che nel sottosuolo”. Il nuovo annuncio arriva dopo l’episodio che ha visto le forze israeliane fermare la nave Handala, diretta a Gaza con aiuti umanitari e a bordo anche due cittadini italiani. Nonostante il blocco navale, gli attivisti hanno dichiarato di aver “tentato il possibile per rompere l’assedio”.

Con l’acuirsi della crisi umanitaria e l’assenza di una prospettiva diplomatica concreta, il conflitto nella Striscia di Gaza continua a dividere la comunità internazionale e solleva interrogativi sulla sostenibilità di un equilibrio che appare sempre più precario.

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