Guerra Israele-Iran: Missili su Tel Aviv e Haifa, almeno 10 morti. Escalation militare senza precedenti nel Medio Oriente
Una nuova, drammatica notte di guerra ha infiammato il Medio Oriente, segnando un ulteriore passo verso un conflitto su scala regionale. Una pioggia di missili iraniani si è abbattuta su Tel Aviv, Haifa e persino su Gerusalemme, provocando almeno dieci morti e oltre 200 feriti. Le sirene antiaeree sono risuonate per ore nel cuore di Israele, mentre il sistema Iron Dome tentava di intercettare una raffica mai vista di ordigni provenienti da Teheran.
Particolarmente colpita la città costiera di Bat Yam, dove un edificio residenziale è stato centrato in pieno da un missile iraniano. Le squadre di soccorso israeliane hanno recuperato finora sei corpi senza vita dalle macerie, mentre il numero dei dispersi è sceso a sette. “Una scena apocalittica”, ha dichiarato il comandante della polizia locale Daniel Hadad. La reazione di Israele non si è fatta attendere. Raid aerei hanno colpito obiettivi strategici in Iran, compresi alcuni siti nucleari ritenuti cruciali per lo sviluppo del programma atomico di Teheran. Un alto funzionario dell’IDF ha dichiarato: “Non escludiamo più alcun bersaglio. Neppure la guida suprema Khamenei è considerata intoccabile”. La mappa degli impianti nucleari iraniani sotto attacco è stata diffusa dai media israeliani, con danni riportati a Natanz, Arak e Fordow. Dal canto suo, l’Iran ha parlato di “linea rossa superata” e ha avvertito Stati Uniti, Francia e Regno Unito: se continueranno a sostenere Israele, saranno considerati parte attiva del conflitto. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha denunciato come “criminale” il bombardamento israeliano di siti nucleari, vietato dal diritto internazionale.
“Abbiamo duemila missili pronti al lancio”, ha dichiarato il generale Esmail Qaani, capo delle forze Quds. “Ogni base occidentale in Medio Oriente è ora un potenziale bersaglio”. Dagli Stati Uniti, l’ex presidente Donald Trump — favorito per le elezioni presidenziali di novembre — ha lanciato un chiaro messaggio: “Se gli Stati Uniti verranno attaccati, risponderemo con una forza mai vista prima. Il mondo deve sapere che non resteremo a guardare”. Secondo fonti riportate da Axios, Israele avrebbe chiesto nelle ultime 48 ore un coinvolgimento diretto di Washington per “smantellare una volta per tutte il programma nucleare iraniano”. In un contesto sempre più incandescente, anche il fronte arabo si muove. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha avuto un colloquio con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, chiedendo una “coesione islamica” contro Israele. Il leader saudita ha condannato con forza i raid israeliani, sostenendo che “l’intero mondo islamico è unito al fianco dell’Iran”.
Particolarmente colpita la città costiera di Bat Yam, dove un edificio residenziale è stato centrato in pieno da un missile iraniano. Le squadre di soccorso israeliane hanno recuperato finora sei corpi senza vita dalle macerie, mentre il numero dei dispersi è sceso a sette. “Una scena apocalittica”, ha dichiarato il comandante della polizia locale Daniel Hadad. La reazione di Israele non si è fatta attendere. Raid aerei hanno colpito obiettivi strategici in Iran, compresi alcuni siti nucleari ritenuti cruciali per lo sviluppo del programma atomico di Teheran. Un alto funzionario dell’IDF ha dichiarato: “Non escludiamo più alcun bersaglio. Neppure la guida suprema Khamenei è considerata intoccabile”. La mappa degli impianti nucleari iraniani sotto attacco è stata diffusa dai media israeliani, con danni riportati a Natanz, Arak e Fordow. Dal canto suo, l’Iran ha parlato di “linea rossa superata” e ha avvertito Stati Uniti, Francia e Regno Unito: se continueranno a sostenere Israele, saranno considerati parte attiva del conflitto. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha denunciato come “criminale” il bombardamento israeliano di siti nucleari, vietato dal diritto internazionale.
“Abbiamo duemila missili pronti al lancio”, ha dichiarato il generale Esmail Qaani, capo delle forze Quds. “Ogni base occidentale in Medio Oriente è ora un potenziale bersaglio”. Dagli Stati Uniti, l’ex presidente Donald Trump — favorito per le elezioni presidenziali di novembre — ha lanciato un chiaro messaggio: “Se gli Stati Uniti verranno attaccati, risponderemo con una forza mai vista prima. Il mondo deve sapere che non resteremo a guardare”. Secondo fonti riportate da Axios, Israele avrebbe chiesto nelle ultime 48 ore un coinvolgimento diretto di Washington per “smantellare una volta per tutte il programma nucleare iraniano”. In un contesto sempre più incandescente, anche il fronte arabo si muove. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha avuto un colloquio con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, chiedendo una “coesione islamica” contro Israele. Il leader saudita ha condannato con forza i raid israeliani, sostenendo che “l’intero mondo islamico è unito al fianco dell’Iran”.

