Notizie dall'Italia e dal mondo

Primo Piano

Netanyahu: “I bombardamenti su Gaza funzionano, dopo la resa di Hamas attueremo il piano Trump”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che la pressione militare su Hamas sta dando i suoi frutti e ha annunciato l’intensificazione dei bombardamenti sulla Striscia di Gaza. Durante la riunione di governo, Netanyahu ha ribadito che l’offensiva ha lo scopo di schiacciare le capacità militari e governative del gruppo palestinese, oltre a creare le condizioni per la liberazione degli ostaggi israeliani. Netanyahu ha affermato che, se Hamas deporrà le armi, ai suoi leader sarà permesso di andarsene. Ha inoltre sottolineato che Israele garantirà la sicurezza nella Striscia di Gaza e permetterà l’attuazione del cosiddetto “piano Trump”, un progetto che prevede l’immigrazione volontaria dei palestinesi dalla regione. “Non lo stiamo nascondendo e siamo pronti a discuterne in qualsiasi momento”, ha aggiunto il premier israeliano. Parlando della situazione in Libano, Netanyahu ha affermato che il governo libanese deve impedire qualsiasi attacco contro Israele dal proprio territorio. “Rispettiamo lo Stato del Libano e il suo esercito”, ha dichiarato, sottolineando però che Israele non tollererà aggressioni. Ha anche espresso il suo apprezzamento per l’intervento degli Stati Uniti contro gli Houthi nello Yemen, considerandolo un elemento chiave per la stabilità regionale.

Mentre le operazioni militari proseguono, la popolazione civile di Gaza continua a pagare un prezzo altissimo. Secondo il portale Middle East Eye, almeno 11 palestinesi sono stati uccisi nei bombardamenti condotti nella mattina dell’Eid al-Fitr, festività che segna la fine del Ramadan. Tra le vittime ci sarebbero anche cinque bambini. I raid più intensi si sono verificati all’alba, mentre le famiglie dormivano o si preparavano per la festività. “Eravamo al sicuro nelle nostre case, cercando di accogliere l’Eid nonostante il dolore, le bombe, la distruzione e la morte”, ha raccontato Mohammad al-Qadi, che ha perso la sorella, il nipote e due cugini nell’attacco. “Il mondo intero si sta preparando per festeggiare, tranne noi. Il popolo di Gaza accoglie l’Eid con sudari per avvolgere i corpi dei propri bambini”. La repressione israeliana non si limita ai bombardamenti. Secondo Al Jazeera, Israele detiene più di 9.500 palestinesi, tra cui 350 bambini e 22 donne. Di questi, oltre 3.400 si trovano in detenzione amministrativa, cioè senza processo o accuse formali. Almeno 63 prigionieri palestinesi sono morti in custodia israeliana dall’inizio del conflitto, tra cui 40 arrestati a Gaza. Le forze israeliane hanno inoltre effettuato più di 15.700 arresti in Cisgiordania dall’inizio della guerra.

La Commissione palestinese dei detenuti e la Società dei prigionieri palestinesi hanno denunciato le condizioni dei detenuti nelle carceri israeliane, sottolineando che quest’anno il Giorno della Terra e l’Eid al-Fitr coincidono con “il momento più sanguinoso della storia palestinese”. Hanno inoltre definito la situazione a Gaza come un “genocidio” in corso, aggravato dai continui attacchi alla Cisgiordania.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.