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Napoli, un punto guadagnato ma troppi interrogativi: la difesa scricchiola e Meret nel mirino


Il pareggio del Napoli all’Olimpico contro la Lazio ha diviso tifosi e osservatori. Se da un lato il punto ottenuto in trasferta viene visto da alcuni come un risultato positivo, considerate le numerose assenze e il valore dell’avversario, dall’altro resta il rammarico per l’ennesima rimonta subita nei minuti finali. Un tema che si ripete, dopo quanto accaduto anche contro la Roma, e che riapre il dibattito sulla tenuta difensiva della squadra.

Il Napoli di Antonio Conte aveva costruito la sua solidità sulla graniticità della difesa. Tuttavia, nelle ultime tre partite, gli azzurri hanno incassato quattro gol, spesso frutto di errori individuali. L’ultimo, contro la Lazio, è arrivato su un tiro di Guendouzi che ha messo in evidenza le colpe di Meret. Ma già nella sfida contro la Roma, un clamoroso pasticcio tra Meret, Juan Jesus e Mazzocchi aveva regalato il pareggio ai giallorossi. Segnali allarmanti per una squadra che fa della compattezza difensiva il proprio mantra.

Alex Meret è finito nel mirino della critica. Se già in passato il portiere friulano aveva evidenziato limiti con il gioco con i piedi, contro la Lazio ha nuovamente dimostrato di non essere affidabile in costruzione. Un errore nel primo tempo avrebbe potuto costare caro, mentre sul gol di Guendouzi le sue responsabilità sono evidenti. Inoltre, la sua insicurezza si riflette sui compagni di reparto, che spesso scelgono soluzioni estreme per evitare di coinvolgerlo nella manovra. Se Meret ha le sue colpe, anche la prestazione di Amir Rrahmani non è stata esente da pecche. L’errore sul primo gol della Lazio ha permesso ai biancocelesti di prendere fiducia, mentre nel complesso la sua prova è stata al di sotto delle aspettative. In compenso, Alessandro Buongiorno ha fornito una prestazione convincente fino all’ora di gioco, prima di uscire stremato. Il difensore ex Torino è ormai completamente recuperato e potrebbe diventare un perno della retroguardia azzurra nel prosieguo della stagione.

Una nota positiva arriva da Giacomo Raspadori, autore di una prestazione incoraggiante. L’attaccante ha dimostrato, ancora una volta, di essere a suo agio nel ruolo di seconda punta, sia nel 3-5-2 che nel 4-4-2. Le sue qualità tecniche e la sua intelligenza tattica lo rendono una pedina preziosa, e se Conte deciderà di insistere su questo modulo, Raspadori potrebbe guadagnarsi una maglia da titolare.

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