Manovra, salta l’aumento di stipendio ai ministri: il governo fa marcia indietro
L’aumento degli stipendi per i ministri non eletti è stato ritirato. L’annuncio, arrivato ieri sera attorno alle 21 dal ministro della Difesa **Guido Crosetto**, ha sorpreso molti osservatori e ha dato una svolta ai lavori sulla manovra economica 2025. “Abbiamo chiesto ai relatori di ritirare l’emendamento per evitare inutili polemiche”, ha scritto Crosetto in un post sui social, anticipando di fatto la linea scelta dal governo Meloni. La misura avrebbe equiparato lo stipendio dei ministri e sottosegretari non eletti a quello dei parlamentari, un aumento di oltre **7mila euro al mese**. Lo stesso Crosetto, uno dei possibili beneficiari, ha chiarito la posizione del governo: “Non ha particolare senso che il ministro dell’Interno o della Difesa debbano avere un trattamento diverso rispetto ai loro sottosegretari, ma è meglio evitare polemiche inutili”. In sostanza, la questione viene rimandata a data da destinarsi.
Un dietrofront netto rispetto a pochi giorni fa, quando lo stesso ministro della Difesa si era detto **”indifferente”** alla misura, suggerendo ironicamente di “portare gli stipendi dei parlamentari al livello dei ministri”. La proposta, in origine, prevedeva di applicare l’aumento a partire dalla prossima legislatura per evitare polemiche immediate. Ora, però, la decisione è definitiva: niente aumento.
Un dietrofront netto rispetto a pochi giorni fa, quando lo stesso ministro della Difesa si era detto **”indifferente”** alla misura, suggerendo ironicamente di “portare gli stipendi dei parlamentari al livello dei ministri”. La proposta, in origine, prevedeva di applicare l’aumento a partire dalla prossima legislatura per evitare polemiche immediate. Ora, però, la decisione è definitiva: niente aumento.

