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Gaza sotto attacco: decine di vittime civili, tra cui donne e bambini. Il Senato USA approva l’invio di armi a Israele

Mentre il nord della Striscia di Gaza continua a essere martoriato dai bombardamenti dell’esercito israeliano, a Washington il Senato degli Stati Uniti ha approvato nuove forniture di armi a Israele, respingendo tre risoluzioni che chiedevano di sospendere i trasferimenti militari. Un’escalation che ha portato il senatore Bernie Sanders a esprimere preoccupazione per la credibilità internazionale degli USA: “Stiamo perdendo la nostra autorità morale sulla scena mondiale”. Nella notte tra lunedì e martedì, i bombardamenti aerei israeliani hanno colpito duramente la città di Gaza e Beit Lahia. Funzionari ospedalieri locali hanno confermato che almeno cinque edifici sono stati rasi al suolo, causando la morte di decine di persone. Tra le vittime vi sono molte donne e bambini, e le squadre di soccorso stanno ancora scavando tra le macerie alla ricerca di dispersi.

Il bilancio, già drammatico, è destinato a crescere. Nelle ultime 48 ore, un altro raid su un edificio residenziale di cinque piani a Beit Lahia ha causato almeno 34 vittime, come riportato dall’agenzia di protezione civile locale. L’offensiva terrestre e aerea in corso ha provocato il peggioramento di una crisi umanitaria già estrema. Secondo l’ONU, circa **1,9 milioni di persone** – il 90% della popolazione di Gaza – sono state costrette ad abbandonare le proprie case. Aree come Beit Lahia, Jabalia e Beit Hanoun sono ormai allo stremo: le scorte di cibo, acqua e farmaci sono quasi esaurite, e migliaia di persone vivono sotto assedio in condizioni disperate. L’ONU ha inoltre denunciato che il 79% del territorio di Gaza è soggetto a ordini di evacuazione israeliani, rendendo insostenibile qualsiasi tentativo di ritorno alle proprie abitazioni.

In questo contesto, la decisione del Senato americano di approvare l’invio di nuove forniture militari a Israele ha suscitato indignazione. Tre risoluzioni che chiedevano la sospensione degli aiuti sono state bocciate, nonostante crescenti critiche internazionali e interne. Bernie Sanders, figura di riferimento dell’ala progressista del Partito Democratico, ha dichiarato che il continuo sostegno militare a Israele sta danneggiando irreparabilmente la reputazione degli Stati Uniti: “Non possiamo essere credibili promotori di pace se siamo complici di queste atrocità”. Le organizzazioni umanitarie e le Nazioni Unite continuano a chiedere un cessate il fuoco immediato, sottolineando la necessità di garantire accesso umanitario alla popolazione intrappolata. Tuttavia, i negoziati internazionali sembrano bloccati, mentre il numero delle vittime civili aumenta giorno dopo giorno.

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