Gli Usa autorizzano l’uso di missili a lungo raggio contro la Russia: Tensioni per le dichiarazioni di Putin
A mille giorni dall’inizio del conflitto tra Ucraina e Russia, la tensione internazionale è salita ulteriormente con una decisione cruciale del presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Il via libera dato all’uso dei missili balistici Atacms, forniti dagli Stati Uniti, ha segnato un momento significativo e potenzialmente destabilizzante nel conflitto. L’Ucraina ha utilizzato per la prima volta questi missili contro obiettivi russi, colpendo la regione di Bryansk, un’area strategica del territorio russo. Il ministero della Difesa ucraino ha confermato che l’attacco è stato portato a termine con successo, ma la reazione di Mosca non si è fatta attendere. L’uso dei missili a lungo raggio è stato interpretato da Mosca come un’escalation diretta da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati. Il governo russo ha immediatamente annunciato che reagirà con una risposta “appropriata e tangibile”, sottolineando che tale azione costituirebbe una diretta partecipazione degli USA e dei loro satelliti alla guerra contro la Russia. Sebbene Vladimir Putin non abbia ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha già accusato Washington di “gettare benzina sul fuoco” della guerra. La minaccia di una reazione militare potrebbe aggravare ulteriormente la situazione sul campo di battaglia, già tesa e caratterizzata da un impasse.
Il via libera all’uso dei missili Atacms è arrivato dopo una lunga discussione tra gli alleati occidentali, che avevano inizialmente esitato ad autorizzare l’Ucraina a colpire la Russia con armi a lungo raggio. Washington aveva finora imposto restrizioni sull’uso dei missili, ritenendo che un attacco diretto alla Russia potesse innescare una risposta nucleare o estendere ulteriormente il conflitto. La decisione di Biden, a meno di due mesi dalla fine del suo mandato, ha dunque un valore simbolico e strategico: non solo conferma il sostegno degli USA a Kiev, ma segna anche una rottura con la cautela precedentemente mostrata. Intanto, la guerra sul campo si intensifica. Mentre la situazione nel Donbass e a Kursk sembra essersi stabilizzata, con le forze ucraine che mantengono una piccola porzione di territorio russo, Mosca ha aumentato gli attacchi aerei contro le infrastrutture ucraine. L’obiettivo è paralizzare il Paese, con blackout estesi che hanno colpito diverse città. Sumy, una delle regioni più vulnerabili, è stata teatro di un attacco aereo devastante che ha causato la morte di almeno sette persone, tra cui un bambino. Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, l’attacco ha centrato un dormitorio scolastico a Hlukhiv, dove molte persone potrebbero essere ancora intrappolate sotto le macerie.
Il clima internazionale è ulteriormente complicato dalle dichiarazioni di Donald Trump Jr., figlio dell’ex presidente degli Stati Uniti e recente vincitore delle elezioni presidenziali del 2024. In un post sui social, Trump Jr. ha accusato Joe Biden di rischiare l’inizio di una “terza guerra mondiale” con la sua decisione di fornire missili a lungo raggio all’Ucraina. Il figlio dell’ex presidente ha sollevato preoccupazioni sul rischio di un conflitto globale, con l’intenzione di contrastare le politiche della Casa Bianca, che, a suo parere, potrebbero condurre a un’escalation incontrollabile. A mille giorni dall’inizio della guerra, le ostilità continuano a imperversare in tutta l’Ucraina, con un’escalation che sembra destinata a proseguire. Le forze ucraine, supportate dall’Occidente, lottano per mantenere e riconquistare territori, mentre la Russia intensifica i suoi attacchi per cercare di indebolire la resistenza. La decisione di Biden di autorizzare l’uso dei missili a lungo raggio contro la Russia potrebbe essere un punto di svolta nel conflitto, ma anche una minaccia di ulteriore destabilizzazione. Le prossime settimane saranno decisive per determinare l’andamento della guerra e la possibilità di una risoluzione pacifica.

