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Boardwalk Empire, la fiction noir di Nelson Johnson

NAPOLI (di Cristina Cirpiani) – Quella di Nelson Johnson è la storia che ha ispirato la serie tv prodotta e diretta da Martin Scorsese. Il risultato è un’opera storica di non-fiction talmente noir da conquistare il più visionario dei crime-director, Martin Scorsese.

Sono gli anni 20 e ad Atlantic City si festeggia l’entrata in vigore dell’Volstead Act e dell’epoca del proibizionismo. L’alcool è morto, ma nella città del gioco d’azzardo e di villeggiatura per molte famiglie americane continua a essere venduto ai futuri gangster Lucky Luciano (Vincent Piazza), Arnold Rothstein (Michael Stuhlbarg) e un giovanissimo Al Capone dallo stimabile tesoriere ‘Nucky’ Johnson (Steve Buscemi) e il suo enturace, in particolare il giovane reduce di guerra Jimmy (Michael Pitt).

Boardwalk Empire, la nuova serie tv americana trasmessa dalla HBO, tratta dall’omonimo libro (edito in Italia dalla Newton Compton Editori) di Johnson Nelson, prodotta e diretta dal premio Oscar Martin Scorsese, arriva anche in Italia e i 12 episodi verranno trasmessi dal 14 gennaio su Sky Cinema 1 HD.

È la storia vera di una città che proprio negli anni del proibizionismo è al centro dei maggiori traffici illegali di alcool, droga e gioco d’azzardo. N. Johnson ha lavorato circa 20 anni per poter creare questa imponente opera noir, dovendo raccogliere informazioni, testimonianze e dettagli sull’evoluzione politico-economica della città del New Jersey. Il risultato ha affascinato Scorsese che ne ha fatto un ottimo lavoro, puntando alla fedele ricostruzione d’epoca e affidandosi all’abile Terense Winter per la scrittura di una sceneggiatura dei capitoli cinque e sei del romanzo, dedicati ai Roaring Twenties.

Una coppia vincente, confermata dal successo ottenuto in America già con l’episodio pilota che è si costato circa 20 milioni di dollari, ma è stato visto da 7 milioni di telespettatori ed ha avuto elogi su Variety, People e USA Today, tanto che è già in cantiere una seconda stagione.

Suppongo che con queste credenziali molti telespettatori, me compresa, il 14 gennaio saranno seduti a guardarsi quello che la testata People definisce “Uno show da non perdere”.

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