Strage in masseria. Fermate quattro persone
VIBO VALENTIA – Quattro persone, legate da rapporto di parentela, sono state sottoposte a fermo dai carabinieri di Vibo Valentia per la strage compiuta ieri in una masseria di Filandari, nel vibonese.
Oltre a Ercole Vangeli, che ieri aveva confessato di essere stato l’autore della strage, tra i fermati c’é il fratello dell’uomo, un figlio di uno dei due ed il genero. I quattro sono accusati di omicidio plurimo.
Le vittime sono Domenico Fontana, di 61 anni, ed i suoi quattro figli, Pasquale, di 37, Pietro, di 36, Emilio, di 32, e Giovanni, di 19. I quattro fermati sono tutti residenti nella frazione Scaliti di Filandari, dove è avvenuta la strage. I provvedimenti sono stati emessi dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia al termine di interrogatori andati avanti per tutta la notte da parte del pm Michele Sirgiovanni. I quattro, infatti, erano stati portati in caserma già ieri sera come possibili autori della strage. All’origine del gesto ci sarebbe stato l’ennesimo diverbio avuto tra i due nuclei familiari per questioni di invasione di terreni e vecchi attriti personali.
LA STRAGE NELLA MASSERIA – Una strage con cinque persone ammazzate, padre e quattro figli. Sterminata una famiglia di allevatori in una masseria in contrada Scaliti di Filandari, un piccolo centro del Vibonese.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Ercole Vangeli e i suoi complici sarebbero arrivati nel tardo pomeriggio nella masseria dei Fontana senza dare dell’occhio oppure approfittando del fatto di essere conosciuti dalle vittime. E quando sono stati abbastanza vicini hanno fatto fuoco. Domenico Fontana e’ stato ucciso nello spiazzo antistante la masseria insieme a due dei figli. Gli altri due sono stati sorpresi dagli assassini nel grande ovile posto dall’altro lato del piazzale. Emilio Fontana non e’ morto subito. Il suo fisico ha retto piu’ di quello dei fratelli e del padre. Ma quando l’ambulanza che l’ha soccorso stava per partire, anche lui ha ceduto. Nelle vicinanze, nel momento della strage, si trovava anche la moglie di Domenico Fontana, impegnata in lavori agricoli. La donna, pero’, non ha visto nulla. Dopo la strage, sulla masseria, che domina una vallata in fondo alla quale si vedono le luci di Mileto, e’ piombata l’oscurita’ piu’ totale, rotta solo dai fari delle auto dei carabinieri lasciati accesi ad illuminare i tre corpi riversi nello spiazzo e consentire al personale della scientifica di repertare tutti gli elementi utili alle indagini. Resta il dato di una strage cosi’ efferata messa in atto non per un movente di ‘ndrangheta o criminalita’, come avviene il piu’ delle volte in casi del genere, ma per una banale questione d’interessi terrieri. (Ansa)
