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Sito, ci volete spegnere? Saremo più forti

ROMA  – Infuria sul web la corsa al sostegno a Wikileaks, con decine di siti ‘mirror’ (specchio) di quello fondato da Julian Assange che garantiscono accesso ai file della diplomazia Usa al centro di un caso internazionale. “Wikileaks ‘colpisce ancora’. Spegneteci e più forti diventiamo”, si legge in un twit di Wikileaks che rimanda a una chiave di ricerca #imwikileaks per trovare gli ‘specchi’, e che chiaramente evoca la terminologia cara ai Jedi di “Guerre Stellari”, la celebre saga di Steven Spielberg e George Lucas. Il “codice Jedi” ha ispirato anche decine di comunità hacker, i cosiddetti “buoni”, che rivendicano di rivelare buchi nei sistemi di sicurezza informatici perché questi siano riparati, e non per trarne vantaggi personali.

“L’Impero Colpisce Ancora” (The Empire strikes back, il twit del sito di Assange è: “Wikileaks strikes back”) è uno tra i più popolari tra i sei film della serie Guerre Stellari. La pellicola è la seconda della serie di sei film, uscita nel 1980. In un sondaggio del 2005, realizzato da Zogby, risultò essere il più amato della saga. Al secondo posto il primo film della serie (“Una Nuova Speranza”), poi la “La Vendetta dei Sith”, “Il Ritorno dello Jedi”, “La Minaccia Fantasma” e “L’Attacco dei Cloni”. I ‘mirror’ (specchi) del sito diffondono l’accesso ai file di Wikileaks a livello mondiale, con una propagazione tale da rendere molto difficili gli attacchi di tipo informatico tesi a “oscurare” il sito, almeno di quelli conosciuti fino a ora.

FRATTINI, SU ENERGIA ITALIA DECIDE SOLA
di Chiara De Felice
Niente e nessuno può influenzare la politica energetica dell’Italia, che rivendica l’ultima parola in fatto di approvvigionamento mentre nuovi documenti di Wikileaks tirano in ballo le frequenti vacanze di Putin a villa Certosa, una prova del “rapporto personale” con Berlusconi, che gli Usa definiscono un “elemento chiave” delle relazioni tra Italia e Russia. E’ il ministro degli Esteri Franco Frattini a spiegare oggi (ieri, ndr) come dalla settimana più dura per la diplomazia internazionale, l’Italia non abbia nulla da temere: ha dimostrato che gli Usa di Bush si sbagliavano sulla Russia e che le amicizie del premier Berlusconi con diversi leader mondiali hanno aiutato la politica estera italiana. E anche sulla politica energetica l’Italia non deve dare alcuna spiegazione, anzi, rivendica l’ultima parola: “Abbiamo un interesse nazionale all’indipendenza e alla sicurezza energetica. Su questo nessuno può decidere per nostro conto. Ma non ci sono frizioni tra Italia e Usa”, ha spiegato Frattini intervenendo dal Bahrein alla trasmissione di Lucia Annunziata, ‘In mezz’ora’. Il ministro ha precisato che la politica energetica italiana é sempre stata improntata alla massima trasparenza, e ha raccontato che quando “la Clinton mi chiese informazioni sulle mosse dell’Eni su Southstream, io organizzai un incontro negli Stati Uniti con Scaroni per spiegare tutto il progetto. In seguito, per questo, siamo stati ringraziati per la nostra trasparenza dall’inviato di Obama per l’energia”. E sulla Russia, non solo non c’é nessun antagonismo Governo-Farnesina, ma la linea italiana nei confronti di Mosca é quella vincente, tanto che è poi stata adottata sia dalla Ue che dalla Nato: “La strategia dell’Italia era di riavvicinare Usa e Russia come poi è accaduto con Obama con cui ora c’é piena sintonia”, ha detto Frattini. L’Italia – ha proseguito il ministro – ha sempre ritenuto che l’amministrazione Bush facesse un errore nell’isolare la Russia: “Noi ritenevamo che l’azione sostenuta da Dick Cheney non corrispondesse alla nostra, ritenevamo che isolare la Russia fosse un errore”. Nemmeno i rapporti personali tra Berlusconi e i vari leader sono mai stati un affare oscuro, anzi, Frattini ha spiegato come abbiano dato una mano alla politica estera di Roma: l’amicizia personale con Putin ha aiutato ad avvicinare la Russia alla Nato e quella con Gheddafi a fare della Libia un partner affidabile nel Mediterraneo. Ma assieme alle precisazioni di Frattini arrivano i nuovi file di Wikileaks sulle relazioni Roma-Mosca, una connessione economica talmente forte che ha un prezzo, quello di ‘glissare’ sulla democrazia: “Sebbene il Governo italiano abbia compreso le manchevolezze del Governo russo (leggi: rispetto dei valori e delle libertà democratiche) non può permettersi di essere troppo duro nelle sue critiche”, si legge nel nuovo documento che spiega come “il rappresentante dell’Eni viene spesso chiamato il secondo ambasciatore d’Italia in Russia”. E mentre Frattini precisa che “l’amicizia personale tra Berlusconi, Putin e Medvedev ha un impatto che va al di là dei rapporti Gazprom-Eni”, i nuovi cablogrammi riportano la relazione del responsabile dell’ambasciata Usa a Mosca che dà conto delle “lunghe visite di Putin e famiglia a Berlusconi nella sua residenza di famiglia in Sardegna, a spese del premier”. (Ansa)

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