Fluoro nell’acqua, nessun pericolo per i cittadini
NAPOLI – “Penso si stia alimentando un allarmismo superfluo riguardante il fluoro delle acque che alimentano alcuni dei territori della Provincia di Napoli”. Esordisce così Carlo Sarro, presidente dell’Ato 3 per la gestione dell’acqua a seguito dell’allarme lanciato da alcuni comuni dell’area vesuviana per l’eccesso di fluoro nell’acqua potabile. “La società che rappresento – continua – ha fatto molto in questi ultimi anni risolvendo numerose problematiche legate alla gestione e alla qualità dell’acqua e voglio tranquillizzare i cittadini dei comuni interessati che non c’è nessun problema da risolvere, ma un piano organizzativo da realizzare”. La società Gori, che lavora nell’ambito delle risorse idriche, ha attivato per i Comuni dell’area vesuviana interessati all’eccesso di fluoro un processo di miscelazione dei pozzi che garantisce l’alta qualità del servizio idrico. “Il nostro obiettivo – aggiunge Sarro – è quello di garantire nel territorio un servizio idrico efficiente e rispondere ai bisogni dei cittadini; l’acqua è un servizio che deve essere garantito a tutti, deve mantenere sempre caratteristiche di qualità e soprattutto restare pubblica”. Il neopresidente della Gori Maurizio Bruno considera necessario “espletare il servizio – ha dichiarato – così come in questi anni è stato fatto. Mi sento di poter tranquillizzare i cittadini – ha sottolineato – dicendo loro che il problema dell’eccesso di fluoro non influirà minimamente sulla qualità dell’acqua e la completa normalità la raggiungeremo entro breve tempo”. Anche l’amministratore delegato della società Gori Giovanni Paolo Marati getta acqua sul fuoco: “Abbiamo riscontrato alcune carenze legate al sistema fognario e di depurazione sul quale siamo intervenuti subito e abbiamo avuto risultati positivi; effettuiamo 6500 controlli al giorno ed abbiamo laboratori altamente avanzati che informano in tempo reale asl e regione Campania sui risultati che otteniamo”. Marati considera necessaria “la ridefinizione della tariffa, per riuscire a recuperare, in un momento in cui non vi sono più investimenti pubblici, la capacità finanziaria per migliorare il servizio erogato, ed è indispensabile coniugare questa necessità con una giusta tariffa soprattutto nei confronti delle fasce deboli della società”.
