Berlusconi e i rifiuti: promesse mantenute?
NAPOLI (di Vittorio Borgia) – Nessun errore e soprattutto nessuna mistificazione. durante la conferenza stampa dello scorso 28 ottobre, al termovalorizzatore di Acerra, la promessa del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi era proprio quella di ripulire tutta Napoli in 3 giorni e non solo il centro città. Ed è facilmente immaginabile che non ci fossero errori nemmeno quando il 22 ottobre, sei giorni prima, il premier aveva parlato dei famosi 10 giorni: non convince troppo, infatti, la giustificazione che questi fossero riferiti solo ai miasmi di Terzigno. Ma Berlusconi smentisce e rilancia: intervenendo ieri sera al programma televisivo Ballarò, ha contestato il servizio mandato in onda durante la trasmissione, in cui si alternavano le promesse del Presidente alle immagini disastrate di Napoli. Immagini che naturalmente stonavano a gran voce con le parole del Premier. Al termine del servizio arriva la telefonata in diretta proprio di Berlusconi che accusa il conduttore Giovanni Floris di assoluta mistificazione. Un intervento secco quello del primo ministro che si è rifiutato poi di rispondere alle domande di Floris (anche se gli accordi per l’intervento in diretta prevedevano proprio la possibilità di fare poi domande al Premier), lasciando che in studio le liti continuassero tra ministri e opposizione. Insomma, mentre la guerra di responsabilità continua a rimbalzare tra studi televisivi e servizi ai telegiornali, i rifiuti restano pietosamente a terra. E intanto arriva il decreto legge sull’immondizia: un testo breve, di soli 4 articoli che mette le basi sui cardini fondamentali per uscire dal disastro ambientale della Campania. Accompagnato sul nascere dalle polemiche dovute al ritardo con cui è stato inviato al Quirinale, il documento si basa su pochi concetti sostanziali. Tra questi, più poteri al Presidente della Regione Stefano Caldoro che può procedere alla nomina di commissari straordinari; poi, la possibilità per il Prefetto di diffidare i comuni che entro 6 mesi non si adeguino alla differenziata, nominando, trascorso il semestre, commissari ad acta; ancora, lo smaltimento della spazzatura campana in altre regioni d’Italia, previo accordo inter partes e la garanzia, sino al 31 dicembre 2011, di ammortizzatori sociali per il personale dei consorzi in esubero. Sul fronte economico infine, in arrivo 150 milioni di euro di fondi Fas, più 141 milioni di fondi governativi per le bonifiche. La stessa cifra sarà infine a carico della Regione. Dunque la sfida riparte. Sperando, al di là delle polemiche che qualcosa venga davvero fatto: i rifiuti invadono ogni luogo e non lasciano spazio per nulla. Tantomeno per le false promesse.
