Crollo Pompei, Bondi si difende Pd: “Cultura abbandonata, si dimetta”

ROMA – “Se avessi responsabilità mi sarei dimesso”. Il ministro della Cultura Sandro Bondisi difende così, alla Camera, dopo il crollo di Pompei. “Abbiamo fatto molto e il crollo di un edificio non può cancellare i miglioramenti che abbiamo introdotto nell’aerea. Nuovi crolli non si possono escludere” continua il ministro che annuncia la nascita di una fondazione che si occuperà dell’intera area ed elenca le cose fatte dal governo per Pompei: dalla lotta alle guide abusive a quella al randagismo che infestava l’area. La causa del crollo, continua il ministro, è “la pressione sulle murature del terrapieno” e non “la mancanza di risorse”. I soldi ci sono, dice Bondi, “il problema è la gestione di queste risorse”. Per il ministro bisogna lasciare ai soprintendenti la tutela, mentre la gestione va assegnata a nuove figure gestionali. “Per questo – annuncia Bondi – il ministero sta predisponendo le linee guida per una fondazione per Pompei: sovrintendenti e manager dei beni culturali devono lavorare insieme”.
“E’ comodo addossare responsabiltà a me o al governo per i pochi investimenti. Dobbiamo avere tutti il senso della misura ed evitare strumentalizzazioni di carattere politico. – prosegue il ministro – chiedere le mie dimissioni non sarebbe politicamente e moralmente giusto, non lo merito, sarebbe un segno di incattivimento della lotta politica in Italia. Se devo esplodere come una mina non è problema che riguarda il patrimonio”. (Repubblica)
