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Madre, appello per la salvaguardia del museo

Urban Superstar Show al museo Madre di Napoli

NAPOLI – E’ disponibile sul sito del Madre un appello per la salvaguardia del museo. La petizione è stata promossa da un gruppo di artisti italiani seriamente preoccupati per le sorti del Madre, da mesi costretto a preoccuparsi più di bollette, fatture, stipendi non pagati e tagli dei fondi regionali che di mostre e attività culturali. Per accedere al documento e aderire con la propria firma basta digitare www.museomadre.it e sarete automaticamente condotti alla pagina dedicata alla petizione.

All’appello hanno già aderito 200 personalità della cultura internazionale provenienti da discipline diverse quali la musica, il teatro, il cinema, la letteratura e la filofosia e tante altre in rappresentanza del mondo dell’impresa. Artisti come Jeff Koons, Richard Serra e Damien Hirst; i registi di cinema e teatro Bernardo Bertolucci, Mario Martone e Robert Wilson; attori italiani e internazionali come Scarlett Johanson, Roberto Benigni, Valeria Golino e Toni Servillo. E ancora scrittori, come Salman Rushdie, Alessandro Baricco e Andrea Camilleri; musicisti di fama mondiale come Lou Reed, Brian Eno e Lucio Dalla; filosofi di riconosciuta influenza internazionale quali Massimo Cacciari, Roberto Esposito e Arthur Danto. E infine personalità di spicco dell’economia globale qualiLuca Cordero di Montezemolo e Mark Getty.

Tutti conoscendo personalmente e bene il Madre e le sue attività hanno scelto di dare il proprio sostegno alla causa di un museo, che ha sempre lavorato in maniera indipendente e autonoma, preso a esempio in Italia e all’estero come spazio aperto alle contaminazioni, dedito allo sviluppo di una pratica culturale multiforme e plurale, che può e vuole confrontarsi con persone di tutte le età, culture e condizioni sociali.

Constatato il grande appoggio dato all’iniziativa, coloro che lavorano al Madre e per il Madre sono ancora più convinti ad andare avanti nonostante le enormi difficoltà incontrate in questi mesi, consapevoli che non è in discussione solo il proprio lavoro, ma anche l’esistenza e l’autonomia di un luogo il cui significato è evidente a Napoli e riconosciuto in tutto il mondo.

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