La disputa per il San Paolo continua, De Laurentiis attende il 31 luglio
NAPOLI (di Eleonora Posabella) – Il presidente azzurro vuole il San Paolo e lo vuole subito, entro il 31 luglio, data del suo rientro a Napoli , aspetta una risposta dal sindaco, in caso contrario costruirebbe lo stadio altrove, nello specifico a Caserta dove ci sarebbero 60 ettari di terreno pronti all’uso. Sono dichiarazioni feroci quelle pronunciate dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, il quale dopo aver seduto per una stagione intera al fianco del sindaco Luigi De Magistris si prepara alla guerra ponendogli un ultimatum. Ma alle pesanti parole del presidente il primo cittadino napoletano risponde negativamente, appellandosi all’impossibilità di affidamenti diretti dello stadio.
Reso dunque a norma l’impianto, in quanto i lavori di ammodernamento dello stadio sono stati ritenuti soddisfacenti, resta la diatriba sulla possibilità di acquisto da parte del presidente. De Laurentiis vorrebbe infatti l’ opportunità di trasformare lo stadio di fuorigrotta in un vero e proprio tempio dedicato al Napoli calcio. Il comune sulla sponda opposta si dichiara invece favorevole alla concessione a lungo termine, soluzione giudicata appropriata dal capo del gabinetto di De Magistris, Attilio Auricchio al quale il sindaco ha delegato la questione stadio. Ancora una volta però l’inghippo sembra ruotare attorno ai soldi, infatti l’assessore al patrimonio Alessandro Fucito nel tentativo di rafforzare le opinioni di Auricchio, affermando che lo stadio fa parte del patrimonio indisponibile ed in quanto tale è ritenuto incedibile,fa riferimento alla possibilità di smuoversi dalle sue posizioni.
L’offerta dovrebbe essere ingente ed appropriata, cosicché il Comune possa ricavare dalla sua unica fonte di guadagno, proprio come la società del Napoli ha fatto con le vendite di Lavezzi e Cavani. Entrambe le parti dunque sembrerebbero preferire l’ipotesi di non trasferimento della struttura ma a condizioni diverse, è fuori d’ogni dubbio che privare Napoli della sede storica della sua squadra sarebbe sconveniente, ma il patròn azzurro non è più disposto a trattare.
