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Cadono da impalcature alte tre piani, due operai edili in gravi condizioni

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo – Il Mattino) – Due infortuni sul lavoro, stessa tipologia, probabilmente stesse cause. A fuorigrotta un operaio cade da un’mpalcatura, viene portato immediatamente all’ospedale S. Paolo, per lui la prognosi riservata, è gravissimo. Poco dopo, in viale degli Astroni a Pianura, un altro operaio, anche lui precipita da un’altezza considerevole, da subito non appare in gravi condizioni, viene portato all’ospedale Cardarelli di Napoli.

Edificio dove è avvenuto l'infortunio, fuorigrotta
Edificio dove è avvenuto l’infortunio

“Bisogna sviluppare un’analisi accurata e percepire le cause  – dice in neoassessore all’edilizia del Comune di Napoli Sandro Fucito – per porre un adeguato rimedio a questo problema che affligge il nostro paese,  ma soprattutto la nostra città; un’analisi va fatta sulla modalità degli appalti che rappresentano una causa fondamentale e rendono complessa la gestione del lavoro in essere; inoltre – aggiunge – la Regione Campania ci ha privati di un finanziamento importante, quello del progetto Sirena, che rappresentava tra l’altro un’importante strumento anche per la gestione di lavori in sicurezza. Tuttavia, ognuno di noi ha il dovere politico e civile di vigilare sul lavoro proprio ed altrui affinché tutto ciò possa non accadere più”. Anche il 2013 inizia in modo critico per i dati statistici sulle morti bianche. Sulla vicenda interviene il vicepresidente del comitato paritetico territoriale di Napoli per la sicurezza Andrea Lanzetta: “Caduta dall’alto e lavori negli scavi restano ancora oggi le cause di infortuni e di morti sul lavoro più frequenti. Queste cause devono spingere gli imprenditori ad essere vigili ed a prevenire i disastri che accadono; il massimo ribasso nelle gare di appalto – continua Lanzetta – è un problema risaputo e continua ad esserci e pur sapendo che i costi della sicurezza non sono soggetti a tali ribassi, sappiamo bene che risparmiare sul lavoro, incide anche su questo”. Lanzetta fornisce alcuni dati importanti sui lavori in provincia: “Per gli appalti riguardanti gli scavi di Pompei – sottolinea – c’è stato un ribasso del 54% – il che significa che tolti i profitti, diventa difficile pensare ad uno sviluppo della dignità del lavoro in queste condizioni; resta necessaria la formazione e l’informazione che sono elementi che favoriscono la consapevolezza del lavoro che si va ad affrontare, soprattutto nell’edilizia, e possono favorire la riduzione di tragedie come queste”. “Nella maggior parte dei casi – dice il segretario generale della Fillea Cgil di Napoli Ciro Nappo – assistiamo ad infortuni di lavoratori che hanno 55-58 anni, età in cui vengono meno delle tutele importanti e si aggravano alcuni rischi; la legge Fornero ha allungato l’età lavorativa a 67 anni – aggiunge Nappo – senza pensare che in alcuni settori specifici questo comporta dei rischi notevoli. Il lavoratore, ancora oggi, come 50 anni fa, viene visto come strumento di profitto e non come risorsa, questo è il vero problema”. Nappo considera necessario “che vi sia la vigilanza della prefettura sulle attività lavorative, soprattutto quelle che riguardano l’edilizia e che vi sia la compartecipazione delle Asl e dell’ispettorato del lavoro. “Solo in questo modo – conclude – si può raggiungere un lavoro più dignitoso”.  Dall’inizio dell’anno ad oggi sono documentati, a livello nazionale, 248 lavoratori morti per infortuni sui luoghi di lavoro. Di questi, il 33,7% sono morti in agricoltura dei quali la maggioranza schiacciati dal trattore che guidano, il 28,2% in edilizia, il 16,6% nei servizi, il 6% nell’industria (compresa la piccola industria e l’artigianato),  il 4,5% nell’autotrasporto, molti altri morti sono in altre categorie che sono percentualmente più basse. Se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere si superano le 470 vittime.

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