Zanetti si rompe il tendine d’Achille: “Dopo tanti km dovevo cambiare le gomme”
NAPOLI (di Nicola Brattoli) – Eventi infausti si susseguono nella travagliata stagione dell’inter. È il diciassettesimo minuto di Palermo-Inter, già 1-0 per i rosanero, e la bandiera neroazzurra Javier Zanetti richiama l’aiuto dei medici, mostrando di avere parecchio dolore al piede sinistro. Problemi al tendine di Achille, diranno in presa diretta. La delusione più cocente arriva nella notte, quando arriva l’ufficialità della rottura del tendine. È la chiusura di una stagione, quella dell’inter, partita con buoni auspici; ma finita in maniera tragica. La partita è passata in secondo piano e per la cronaca è arrivata l’ennesima sconfitta.
Javier Zanetti da Buenos Aires è l’uomo delle 1101 presenze, delle infinite corse in mezzo al campo con la palla attaccata al piede, degli anni che passano e lui è sempre lì, con la fascia da capitano. Il suo infortunio è come se ci ricordasse a tutti noi che lui è umano, non una macchina, ma ci aveva abituato talmente bene. Zanetti è colui che negli scherzi tra amici, dopo che si è saputo che Taribo West aveva dichiarato anni in meno, si è ipotizzato che ne avesse dichiarati molti di più, perché correre alla soglia dei quaranta anni, così, non è spiegabile. Il capitano neroazzurro è quello che si è allenato anche un’ora prima del suo matrimonio, è colui che ha stretto fortissimi legami con le colonne portanti dell’inter degli ultimi cinquant’anni da Peppino Prisco, che gli disse “ Javier, tu sei il mio uomo, io mi fido di te” , al legame con Giacinto Facchetti e Massimo Moratti. Una storia, una carriera che non finisce qui. Si perché Zanetti, dopo l’amaro verdetto ha rilasciato una breve dichiarazione: “La mia carriera non è finita, l’obiettivo è quello di tornare ancora più forte. Dopo tanti km dovevo cambiare le gomme. Mi spiace non esserci in un momento così delicato per aiutare i miei compagni, ma un infortunio può capitare fa parte del mestiere, ma non conosco ancora i tempi di recupero. Sono fiducioso, possiamo ancora centrare l’Europa League. Se Stramaccioni resta? Decide la società, ma i dirigenti e il presidente faranno un’Inter forte e ci sarò anche io. Ringrazio tutti i colleghi, amici e calciatori, tifosi e il presidente per i loro messaggi. I cori dei tifosi del Milan? Cose che succedono, l’importante è che siano di più le persone che mi vogliono bene”. Per fortuna Javier la tua voglia di tornare a giocare è intatta. A presto Capitano.
