La recaille. Le periferie contro lo Stato, il racconto di Graziella Mascia

NAPOLI (di Stefano Maria Capocelli) – E’ intervenuta a venerdì scorso Napoli la scrittrice Graziella Mascia, presso la libreria de La Feltrinelli di Via San Tommaso d’Aquino, per presentare il suo ultimo lavoro il saggio “La Recaille”(EDIESSE): un viaggio per l’Europa (e non solo), dalle banlieues parigine alle periferie greche, passando per l’Italia, un racconto che, attraverso il malessere dei giovani che vivono le periferie, analizza il modo (la rivolta) in cui intere generazioni hanno scelto di comunicare la loro rabbia e i loro desideri. Recaille, feccia: È così che cinque anni fa l’allora Ministro degli Interni Sackozy aveva definito gli abitanti delle periferie di Parigi ed è da qui che parte il viaggio della Mascia ma, sostiene l’autrice, che si tratti di grandi centri urbani Europei o del Nord America, è proprio ai margini delle metropoli che si gioca una delle partite centrali della post modernità. Alla presentazione è’ intervenuto Riccardo Brun, giornalista e scrittore napoletano, da sempre attivo su tematiche sociali e di impegno civile. Brun definisce il lavoro della Mascia come “un documento prezioso per capire come i fenomeni di rivolta nelle periferie siano espressione del vuoto di democrazia che c’è in Europa e non un problema di immigrazione e di come il lavoro sia l’unica medicina per combattere qualunque crisi”. Era presente anche Pierandrea Amato, giovane filosofo e autore de La Rivolta(CRONOPIO). “La rivolta -sostiene Amato – non appare solo come un movimento insurrezionale ostile a qualsiasi potere costituito e alle forme organizzate della rivoluzione politica, la tesi è più radicale: la rivolta è un evento che manifesta un’inclinazione fondamentale dell’esistenza umana. La rivolta è la prima traccia di qualsiasi vero gesto politico”. In ultima analisi, l’autrice, sottolinea di come questi disagi siano lo specchio del fallimento dei movimenti di sinistra in Europa.
Graziella Mascia è una politica italiana di Rifondazione Comunista. A partire dal giugno del 2001, ha fatto parte della Commissione speciale per l’esame di disegni di legge di conversione e di decreti-legge e della I Commissione permanente Affari costituzionali della Presidenza del Consiglio e interni. In seguito ai fatti del G8 di Genova del luglio 2001, è stata membro del Comitato parlamentare d’indagine sul G8, presieduto da Donato Bruno. Nella tornata elettorale del 2006 è stata rieletta al Parlamento italiano come deputata nella circoscrizione di Lombardia 1 e poco dopo viene nominata vicepresidente del gruppo del PRC alla Camera dei Deputati. Dopo le Elezioni politiche del 2008 non viene rieletta in Parlamento a causa del cattivo risultato elettorale della sinistra. Il suo impegno politico si manifesta nell’attenzione verso i temi della giustizia, della legalità, del lavoro e dei diritti sindacali.
