Il gruppo Fiat: pronto nuovo piano investimenti in Italia
NAPOLI (di Francesco maiolino) – Il gruppo Fiat annuncerà nei prossimi giorni, il nuovo piano investimenti in Italia. Non è ancora chiaro se Sergio Marchionni sceglierà Torino o Melfi per svelare la nuova produzione di auto. Quello che si sa oggi e che saranno ben cinque i nuovi modelli. A Melfi dovrebbe migrare la produzione, inizialmente prevista a Mirafiori, dei due mini-suv del segmento B, quello delle utilitarie, mentre nello stabilimento torinese andrebbe il suv Maserati realizzato sulla piattaforma del Jeep Grand Cherokee, dubbi ancora sull’erede della Punto. I vertici del gruppo sono in queste ore impegnati nel mettere a punto gli ultimi dettagli del piano, anche se le vicende politiche di questi ultimi giorni hanno creato qualche turbolenza. I nuovi modelli saranno prodotti dalla Fiat in Italia tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014. Fanno eccezione le due Maserati che verranno realizzate prima a Grugliasco, vicino a Torino: la nuova Quattroporte, che partirà all’inizio del 2013, e la berlina Ghibli che partirà dall’autunno del prossimo anno. Un piano investimenti che potrebbe contribuire a risollevare il mercato dell’auto dal baratro in cui è precipitato. Ieri al convegno dell’associazione italiana dell’automotive è stato tracciato un quadro drammatico. Tra il 2007 e il 2011 la produzione negli stabilimenti italiani si è dimezzata passando da 910 a 485 mila unità e nel 2012 si prevede che si fermi a 400 mila. . L’Italia è ormai al 21esimo posto tra i Paesi produttori mentre nel nostro mercato si vende quasi quattro volte quel che si produce. Una evidente anomalia. Il presidente di Anfia, Roberto Vavassori, propone l’istituzione di «una consulta interministeriale per il settore», chiede sgravi sul costo dell’energia e «una rimodulazione della pressione fiscale». Misure che << potrebbero riportare il mercato italiano intorno ai 2 milioni di auto>>, contro l’1,4 milioni del 2012. I problemi sulle vendite sembra colpire anche il mercato francese,che ieri ha annunciato altri 1.500 esuberi oltre agli 8.000 già dichiarati in precedenza. Ma gli investitori danno credito alle voci che vogliono un ingresso degli algerini nel capitale della società. Operazione che potrebbe avvenire in cambio di investimenti di Peugeot nel Paese che si affaccia sull’altra sponda del Mediterraneo.
