Operatori “Due ruote” contro il caro assicurazioni
NAPOLI (di Vittorio Ferreri) – Alle ore 10 circa 400 operatori del settore “due ruote” della Campania si sono recati presso gli uffici della Regione Campania per manifestare con forza contro l’ingiusto parametro assicurativo applicato dalle compagnie assicuratrici. Supportati dal movimento “MO BAST” hanno presentato esposti alla procura della Repubblica al fine di sensibilizzare gli organi competenti ad affrontare seriamente il problema che determina una crisi difficilmente superabile. L’indirizzo dualistico adottato dalle assicurazioni ha delineato chiaramente l’esistenza di un diverso trattamento assicurativo individuando, a torto, che nel sud proliferano pratiche di sinistro truffaldine che, pertanto, causano la lievitazione dei premi richiesti. Il divario meridionale esiste sin dal momento dell’unificazione ; gli squilibri sia economici che industriali tra nord e sud sono piuttosto evidenti dato che non si è mai avviato un processo di sviluppo serio, idoneo ad essere inserito a pieno titolo in una civiltà moderna. L’aumento indiscriminato dei premi assicurativi determina un calo ragguardevole nelle vendite delle due ruote; gli intervistati dichiarano sempre che l’utilizzo delle due e quattro ruote nell’ultimo triennio è diminuito del 40%. I fattori primari benzina ed RCA ne sono gli artifici; il governo deve porre rimedio per risolvere lo stallo pericoloso che i settori stanno vivendo. Nell’anno 2012 l’immatricolato delle moto è diminuito del 31,7% e quello degli scooters del 22,8%; anche l’usato “rifugium peccatorum” degli addetti del settore per risolvere almeno in parte i problemi economici, è calato del 16%: un operatore su tre nell’anno 2012 ha chiuso l’esercizio commerciale. I premi assicurativi sono calcolati in base alla provincia e a determinate combinazioni di parametri tariffari; il tutto determina una “giungla senza regole serie”, tutto a vantaggio delle compagnie; I dati ISTAT confermano una riduzione del numero degli incidenti stradali e le compagnie assicurative continuano ad ignorare questi dati. Gli aumenti dal 2001 al 2012 sono cresciuti del 110% e la percentuale cresce a dismisura per i premi adottati per le polizze del sud Italia. Quest’andamento scandaloso deve essere risolto! La trasparenza, l’equità nazionale e la vera competività devono prevalere sul raggiro assicurativo in atto. L’emendamento europeo del testo delle liberalizzazioni assicurative (art.32) prevede una tariffa unica per gli assicurati più virtuosi senza distinzione di province. Scorrendo il testo dell’art. 32 si legge che, a parità di condizioni soggettive e oggettive, le classi di massimo sconto devono essere applicate con unicità. In base a questo concetto i guidatori delle due e quattro ruote inseriti nella classe di merito dovranno pagare la stessa cifra su tutto il territorio, senza più differenze tra nord e sud Italia. L’emendamento non è stato convertito in legge per ovvi motivi di convenienza delle assicurazioni che, mantenendo uno status quo, continuano a guadagnare sempre di più. Prendendo ad esempio un guidatore virtuoso di anni medi (30/40 anni) assicurato in classe di merito e che non ha mai commesso un sinistro, il prezzo adottato tra nord e sud è discriminante: è del 300% in più se abita a Napoli. La direttiva europea inoltre ha stabilito che le compagnie assicuratrici entro il 21 p.v. devono offrire “polizze unisex” per mettere fine alle differenze tra i sessi, risultato ? Un ulteriore guadagno per le compagnie in quanto le donne per equipararsi agli uomini vedranno aumentare le polizze assicurative! Per un vivere civile, per favorire lo sviluppo del settore, per evitare la chiusura di esercizi commerciali con conseguenze disastrose, c’è bisogno di regole giuste, più eque e di avere più oculati controlli sui sinistri ( una banca dati che raccoglie l’elenco degli assicurati e la loro storia di guidatori ). Il tutto, purtroppo, viene al momento per le dimissioni del governo in carica ancora una volta insabbiato!
