Una città che guarda ancora al passato

NAPOLI (di Antonio Mastroberti) – A chi incrocia troppo spesso ambigue figure che saltano da un pullman all’altro, allettate dai portafogli dei viaggiatori, si potrebbe pur sempre obiettare che è storia nota, che non c’è nulla di nuovo. Dalle nostre parti, però, il colpo ad effetto è sempre in agguato, così che puoi scorgere, mascherato tra la folla, lo stesso omino dal volto scavato che una trentina d’anni fa, da ragazzetto, ti è capitato di pizzicare più volte nell’esercizio del medesimo “lavoro”, ora come allora approfittando della calca alle porte del bus, con la stessa attenzione all’abito distinto, alla giacca…insomma con il camuffamento..da vero e proprio professionista del genere. Ecco, oggi più che mai, che hai superato la boa dei quaranta, quel tipo riesce a regalarti il retrogusto amaro di una beffarda icona di immutabilità, con tanto di sfida al tempo ed ai propositi di miglioramento della specie; al naturale ordine delle cose.
Quando ti riprendi da questo vero e proprio transfert realizzi che hai assistito ad una triste istantanea, che ti riporta indietro nel tempo, anche dal punto di vista antropologico: gli anni passano senza che qui la situazione cambi poi di molto. Il quadro, avvilente, è sempre quello di una città inviluppata nelle sue mortificanti contraddizioni, lontana dagli standard europei; ancora in attesa del treno dello sviluppo, in cui troppi, nei piani alti, trovano giovamento dal caos.
C’è poco da scherzare sul futuro di questa città. Se nel tempo si avverte la sensazione che l’espediente e l’arbitrio abbiano la meglio sulla legalità e sull’ordine, e non ci riferiamo solo ai ladri, ma anche al taccheggio dei parcheggiatori abusivi (anche nella ZTL del mare, a proposito..), ai truffatori del gioco delle tre carte (ben piazzati alla stazione…così i turisti ce li giochiamo ancora prima che spendano un euro), all’illegalità diffusa, all’arbitrio (che pensare di quell’edificante mercatino dell’orrore e dei rifiuti, tenuto da extracomunitari abusivi, che di tanto in tanto si vede alla stazione ?), finanche agli opprimenti venditori di calzini con vero e proprio “placcaggio personale”, che è meglio aiutarli sennò vanno a rubare. Ma l’elenco è troppo lungo…
