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(Video) Bee il car sharing a Napoli

(Servizio: Daniela Giordano – Riprese e Montaggio: Carlo Maria Alfarano)

Si conclude la sesta edizione del World Urban Forum, il convegno internazionale che ogni due anni l’Agenzia delle Nazioni Unite per gli Insediamenti Urbani UN-Habitat, con sede a Nairobi, organizza per discutere i problemi della crescita demografica mondiale e la conseguente eccessiva urbanizzazione delle città.

Quest’anno è stata la città di Napoli la sede della manifestazione. Ha aperto i cancelli della Mostra d’Oltremare e, per sette giorni, ha fornito – tra stand espositivi e convegni con i migliori esperti del settore – una vasta rosa di progetti sul miglioramento della nostra vita futura, all’insegna della sostenibilità ambientale.

Noi abbiamo assistito alla presentazione ufficiale di un progetto di particolare interesse per la città di Napoli: il Bee-Green Mobility Sharing. Si tratta dell’offerta, totalmente privata, del servizio di car e bike sharing, vale a dire la possibilità per i cittadini di condividere auto e bici, in uno dei punti della città per i propri spostamenti.

È il primo progetto in Italia a fornire unicamente mezzi elettrici, col vantaggio di poter accedere liberamente alle Ztl e aree pedonali e di ridurre in maniera massiccia le emissioni di Co2. Promosso da NHP (NeaHelioPolis), l’azienda partenopea di soluzioni eco-sostenibili nella vita quotidiana dei cittadini, il servizio Bee è stato reso possibile grazie alla partnership con altre aziende che si sono occupate ognuna di uno specifico ambito del progetto: la Siemens ha fornito le colonnine necessarie per la ricarica elettrica dei mezzi, Renault il modello di auto Twizy – già utilizzate dalle forze dell’ordine e dal Comune di Napoli–, ALD Automative gestirà le operazioni di noleggio e Quick No Problem Parking S.p.a. le infrastrutture per il parcheggio che, infatti, per la maggior parte coincidono con i parcheggi già presenti .

Con la presentazione alla conferenza stampa, s’è dato avvio alla fase di start-up che durerà, in via sperimentale, fino a Natale per poi partire ufficialmente a gennaio del prossimo anno. La fase servirà a capire pregi e difetti del servizio offerto e quanto necessariamente andrà modificato.

L’azienda, infatti, sulla carta ha previsto una riduzione di 20.000 veicoli in circolazione con soli 200 Bee a disposizione.

La previsione parte dall’assunto che ogni cittadino, potendo usufruire del servizio per un massimo di due/tre ore, dovrebbe coprire in una giornata le esigenze di circa 100 utenti e, dunque, 99 auto in meno in strada. Non sono queste le uniche previsioni che si leggono sul sito, qualche dubbio sorge osservandone i costi. Per accedere al servizio, infatti, sarà necessario sottoscrivere un abbonamento annuale di € 15 al mese e una tariffa di noleggio effettivo pari a € 0,15 al minuto. A fare due calcoli, la cifra da sborsare equivarrebbe a € 180 all’atto della sottoscrizione più € 9 nell’eventualità di un’ora di utilizzo del servizio, che potrebbero diventare 27 nel caso di utilizzo nel massimo tempo consentito. Nulla da eccepire sul discorso che, rispetto ad avere una macchina di proprietà – per la quale andrebbero contati costi e preoccupazioni di assicurazione, benzina e manutenzione – il risparmio sarebbe di circa € 4.000 l’anno, in una media ipotetica. È vero e non va criticato, ma non tiene conto di chi invece l’auto non ce l’ha e vorrebbe usufruire di un servizio per far fronte non solo a esigenze di mera comodità, ma anche per colmare le difficoltà di spostamento che quotidianamente i cittadini incontrano a causa del malfunzionamento dei trasporti. Il punto centrale, forse, è questo. Che il progetto è privato e assolve, ovviamente, a esigenze unicamente economiche di ritorno dei costi investiti. A quelle di tipo sociale, a renderlo a portata di portafogli del comune precario, dovrebbe intervenire l’amministrazione comunale; che invece si è limitata soltanto a fornire un appoggio “morale” al progetto, nonché un proliferare di Ztl e spazi “liberati” che di fatto impediscono la circolazione e rendono necessario ricorrere a questi servizi. Altro che ‘rivoluzione culturale’ e occhi diversi attraverso cui guardare la propria città.

Su una cosa, però, non si può davvero obiettare. Pare che le auto siano particolarmente silenziose. L’hanno confermato gli addetti ai lavori del Wuf che le hanno usate tutta la settimana per gli spostamenti interni alla Mostra d’Oltremare. Questa sì che sarà una rivoluzione per una città famosa per essere troppo caotica e chiassosa. Insomma, sembra che per avere tutto l’anno quello a cui assistiamo solo nel periodo estivo, con la chiusura dei negozi e la gente al mare, dovremo bucarci le tasche.

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