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Continua lo scontro tra Grillo e Bersani

ROMA – Lo difende Roberto Formigoni, lo demolisce Antonio Di Pietro, resta completamente al di fuori di quello che resta il piatto forte della giornata, cioe’ lo scontro tra Grillo e Bersani. Il progetto di riforma della legge elettorale subisce il clima della politica agostana, torrido come quello segnato dai barometri. E mentre lo scontro torna a riaccendersi, Mario Monti lavora alla delicata tela della ripresa dell’attivita’, che passa anche per una nuova tornata di impegni in chiave europea. Oggi il presidente del Consiglio ha avuto infatti un colloquio al Quirinale con Giorgio Napolitano, appuntamento ormai consueto alla vigilia di appuntamenti come quello che vedra’ Monti a Berlino mercoledi’, per una colazione di lavoro con Angela Merkel, e poi a sua volta padrone di casa per un vertice, la prossima settimana, con Francois Hollande. Sul fronte politico, tace per ora Grillo mentre Di Pietro invita a mettere da parte le accuse “ingiuste” a colpi di ‘fascista’ e ‘piduista’ e confrontarsi sul merito. Cosi’, se e’ “ingiusto e mortificante qualificare ‘fascisti’ i milioni di cittadini che, con il voto di protesta dato al M5S o all’IDV, o da coloro che non vanno piu’ a votare, dimostrano la sfiducia verso la politica e le istituzioni”, perche’ “il voto di protesta va capito e risolto, non ghettizzato con la qualifica di fascista” e’ altrettanto “ingiusto anche qualificare come piduista Bersani, che non ha mai avuto a che fare con la P2, anzi si e’ sempre battuto contro di essa”. E’ l’unica apertura che arriva dal leader Idv al Pd, ai cui elettori rivolge invece l’invito “non fatevi fregare dalle sigle o dalle terminologie” perche’, garantisce Di Pietro, “noi siamo il centrosinistra, e’ il PD deve risolvere i suoi problemi”. Il segretario Pd intanto tiene il punto sul caso Grillo: “Rispetto tutti e voglio parlare con tutti, e intendo approfittare anch’io della sacrosanta liberta’ della rete. Non insulto nessuno, ne’ tantomeno voglio iscrivere qualcuno al partito nazionale fascista che, per fortuna, non c’e’ piu’. Ho detto, e intendo ripetere, una cosa semplice e precisa. Frasi del tipo: ‘siete dei cadaveri ambulanti, vi seppelliremo vivi’ e cosi’ via, sono le frasi di un linguaggio fascista, cosi’ come lo abbiamo conosciuto in Italia”. La legge elettorale, allora. Roberto Formigoni nega che si stia lavorando a un nuovo pasticcio. “Questo lo dicono lor signori. Questa legge elettorale e’ il tentativo faticoso che si sta facendo per superare il ‘Porcellum'”, dice il governatore della Lombardia che avanza un timing sulle elezioni: “Mi auguro – dice infatti – che l’accordo arrivi entro tempi ragionevoli e immagino che si andra’ a votare con questa nuova legge a febbraio-marzo dell’anno venturo”. Di tutt’altro avviso Di Pietro: “Un partito deve raggiungere la maggioranza convincendo i cittadini a votarlo, non truccare le regole del gioco per vincere”.

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