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Carburante, ridurre le accise come in Francia

ROMA – Seguire l’esempio del governo francese che intende abbassare le tasse sui carburanti. Lo sottolineano Figisc-Anisa Confcommercio evidenziando come gli ultimi aumenti siano stati causati dalle imposte, dalle quotazioni internazionali e dall’euro debole. “Il Governo francese, con una netta differenza rispetto a quello nostrano che non perde occasione per incrementare le accise”, dichiara Luca Squeri, presidente di Figisc Confcommercio, “sta maturando l’idea di intervenire su due canali – imposte e prezzo amministrato – esattamente come da noi proposto con la nostra iniziativa della raccolta delle firme sulla rete distributiva. Un esempio concreto da seguire con urgenza”.

Secondo Squeri, “la maggiore fiscalita’ sui carburanti e’ responsabile per il 55% dell’aumento dei prezzi al consumo in questi ultimi dodici mesi, un aumento che colpisce duramente famiglie ed imprese, consumatori e benzinai, questi ultimi con un margine lordo fisso che non segue affatto l’andamento del prezzo”. Per Stefano Cantarelli, presidente di Anisa Confcommercio, “ieri la testata francese Le Figaro faceva risaltare il prezzo di 2,05 euro/litro della benzina in una stazione di servizio di Parigi, un’eccezione nel contesto del Paese transalpino. Il primo ministro Ayrault ha annunciato ieri misure per ridurre la fiscalita’ dei carburanti e per introdurre una sorta di prezzo amministrato; nessun provvedimento certo (se ne parlera’ dal 28 agosto piu’ in concreto), ma e’ evidente che tutti soffrono degli stessi mali: l’alto costo dei carburanti, l’alta fiscalita’, il ridotto potere di acquisto delle famiglie, nel contesto di una crisi economica pesante non solo in Italia”.

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