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“Minori a Napoli e dispersione scolastica”, cosa fare e come salvarli

NAPOLI (di Federica Bertocco) –  “E’ il lungo racconto dei bambini napoletani che trascorrono la loro vita in strada. Per giocare, delinquere, lavorare. I figli della plebe, talora affiancati dai figli dei borghesi (o presunti tali), che sono “parcheggiati” o costretti alla permanenza nelle vie della città per svariate ragioni: per fuggire dalle violenze domestiche, per trovare la luce e l’aria che mancano nei bassi, per poter rincorrere  un pallone, per star lontano dalle aule scolastiche e dalle fabbriche abusive, per trovare il modo di “arrangiarsi”, per sopravvivere”.

Non si tratta della solita retorica su indigenti e già note circostanze partenopee, bensì un volume che volge lo sguardo agli ultimi tre secoli ed offre un ritratto storico dell’infanzia napoletana. Ed inizia proprio con queste parole “Minori a Napoli. Interventi contro la dispersione scolastica” (IRS Campania), uno studio posto in essere dal giornalista Antonio Emanuele Piedimonte, l’educatrice Annalisa Milone ed Emanuele Madonia, direttore di ricerca in Sociologia e Ricerca Sociale. Di carattere interamente distintivo è, senza dubbio, la vetrina di foto d’autore firmate Sergio Siano, fotoreporter di strada e figlio d’arte che, senza alcuna fatica, riesce a ritrarre e far rivivere le parole. “E dei bambini a Napoli parlano, come testimoni privilegiati del nostro tempo, il presidente dell’Unicef Campania Margherita Dini Ciacci, la Presidente di Napoli Novantanove, Mirella Barracco, il maestro scrittore Marcello D’Orta, l’artista Peppe Barra e il direttore dell’istituto pensale minorile di Nisida, Gianluca Guida”. Il libro si conclude con una inequivocabile analisi dei dati, insieme all’indagine sociale, che rende chiaro agli occhi di tutti l’incompletezza dei dati ufficiali e l’estrema complessità del fenomeno. “Si nu’ scugnizzo, gridano le mamme ai figli che si comportano male. Bambini discoli dunque”.

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