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Riflessioni post Giro: vittoria Hesjedal, male Scarponi,malissimo Basso!

NAPOLI (di Nicola Brattoli) – Il Giro d’Italia  si è concluso domenica ed è tempo di riflessioni. La vittoria finale è andata a Ryder Hesjedal, canadese, alto 190 cm, che come miglior risultato in carriera aveva un sesto posto al Tour del 2010. Ciò che meraviglia è che ha meritato la vittoria finale pur non avendo mai vinto una tappa, per le dimostrazioni di grande bravura su tutti i tipi di percorso: pianura, montagna e a cronometro. Secondo classificato è stato “el Purito” Rodriguez, il piccolo sigaro. La vera anima della corsa, l’unico che ha cercato veramente di vincerlo questo Giro.

Professionista dal 2001, è stato il miglior risultato in una corsa a tappe dopo il quarto posto dello scorso anno.  A chiudere il podio Thomas de Gendt, il vincitore della tappa dello Stelvio e Mortirolo. Anche lui una sorpresa. Capitolo Italiani: il migliore è stato Cunego. Combattivo, spesso all’attacco ed in due tappe maglia rosa virtuale. Sembrava essere tornato al 2004, quando giocò un brutto scherzo al capitano Gibo Simoni, e vinse la corsa in rosa. Male Scarponi. Il toscano partiva col numero 1 dopo la squalifica di Contador e l’assegnazione della vittoria poco prima dell’inizio del Giro. I suoi propositi erano ben diversi dall’essere il primo degli italiani.  Avrebbe voluto festeggiare a Milano; ma le gambe non sono state dalla sua. Non è riuscito mai a staccare gli avversari, se non che all’Alpe di Pampeago, dove però lo stesso Hesjedal lo ha raggiunto e superato. Al Giro 2013 gli anni saranno trentaquattro, e forse sarà la sua ultima possibilità per vincerlo su strada. La più grossa delusione è stato però Ivan Basso. In ogni tappa in cui la strada sembrava salire ha schierato i suoi gregari, spremendoli, sfiancandoli, senza però avere un seguito nelle sue azioni. Purtroppo le sue caratteristiche di atleta non prevedono scatti e cambi di passo brucianti; ma un’azione che con l’andatura sostenuta stanchi i suoi avversari. Alla testa  non sono seguite le gambe, ed ecco che l’equazione, poco spettacolo più pochi guizzi, ha avuto come risultato la delusione della maggior parte dei tifosi italiani, che riponevano in lui le speranze per la vittoria finale.

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