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I vicini: “Diceva che voleva morire ma nessuno gli ha creduto”

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) – Una persona perbene, un lavoratore. Così lo ricordano i vicini, gli amici, le persone del suo quartiere. Un uomo tenace, ma con una forte crisi depressiva per la sua condizione familiare e lavorativa poco felice. Una depressione ormai nota a tutti; la rabbia di tanti conoscenti del suo quartiere per non aver ascoltato le richieste di aiuto che Giuseppe Caccavale mostrava nello sguardo e nei comportamenti. “E’ stata una morte annunciata – dice un condomino – lo diceva da mesi che si sarebbe ucciso, ma nessuno gli ha dato ascolto; il suo umore era cambiato in questi mesi ma nessuno immaginava ad un gesto così estremo”. “Ladri! Ladri! – urlano alcune signore del quartiere – questo governo e questa amministrazione ci sta ammazzando tutti, non ne possiamo più. Non faremo questa fine anche noi,  – continuano a gridare  – se necessario andremo a rubare”. “Ha ragione – dicono altri passanti – questo Stato ci ha abbandonato”. Due agenti immobiliari, che lavorano poco lontano dalla sua abitazione, raccontano: “Siamo davvero addolorati – dicono – questo episodio ci ha messo una grande agitazione; gli tenevamo spesso compagnia negli ultimi tempi, cercava fortemente il dialogo, non potevamo immaginare”. Un’assenza inspiegabile quella di sabato mattina, Caccavale infatti non ha aperto la portineria; alcuni commercianti del quartiere non credono a quello che è accaduto: “Non era mai successo che Giuseppe si assentasse a lavoro senza un annuncio, una giustificazione; è sempre stato attento e diligente, ci è parso strano, forse avremmo potuto evitare tutto questo”. Una folla di curiosi, gente del quartiere, qualche passante ha assistito mentre la polizia mortuaria portava via il corpo senza vita di Giuseppe Caccavale. Alcuni visibilmente in lacrime, fanno il segno della croce, altri applaudono per dare l’ultimo saluto. Prima qualche secondo di silenzio, poi urla e proteste hanno accompagnato la salma dell’uomo lungo i pochi metri di tragitto, dall’abitazione all’autovettura della polizia. (Il Mattino)

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