Notizie dall'Italia e dal mondo

Primo Piano

Sanità, Jannelli respinge accuse

Ospedale Cardarelli

NAPOLI – Respinge le accuse, dice di aver agito sempre con correttezza e onesta’ e rimanda a un prossimo incontro con i magistrati, una volta che avra’ avuto modo di leggere approfonditamente le carte dell’inchiesta, il momento in cui si difendera’ nel dettaglio dai gravi fatti che gli sono contestati. E’ stato breve oggi nel carcere di Poggioreale l’interrogatorio di garanzia, davanti al gip Ludovica Mancini, del professor Paolo Jannelli, primario di ortopedia al Cardarelli, arrestato ieri nell’ambito dell’inchiesta sulla sanita’ a Napoli. Assistito dall’avvocato Bruno Von Arx, Jannelli tra qualche giorno dunque sara’ ascoltato dai pm Francesco Curcio e Henry John Woodcock, titolari dell’inchiesta che ha svelato una serie di presunti illeciti, dal dirottamento dei pazienti dal Cardarelli alla casa di cura Villa del Sole – di cui Jannelli e’ proprietario – alla truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale (le prestazioni venivano pagate due volte, dai pazienti e dalla ASl sulla base di false documentazioni), agli episodi di assenteismo. Uno scenario a fosche tinte quello che emerge dall’ordinanza di custodia emessa dal gip Ludovica Mancini, che ha accolto le richieste dei pm: i pazienti dell’ospedale, spesso anziani e in gravi condizioni di salute, sono stati trattati – scrive il gip – ”con modalita’ odiose” per indurli a farsi ricoverare nella casa di cura privata. E gli indagati avevano messo in piedi ”un vero e proprio sistema criminale” di cui Paolo Jannelli era il ”dominus”. Il giudice si sofferma in primo luogo sul pericolo di inquinamento probatorio sottolineando come pazienti e loro familiari vittime delle presunte concussioni siano stati avvicinati dopo aver reso dichiarazioni alla polizia giudiziaria. Importante viene considerata una intercettazione tra il marito di una degente e il principale indagato, Paolo Jannelli: quando l’uomo lo informa che la moglie e’ stata convocata dai Nas ai quali ha reso dichiarazioni, Jannelli dice: ”ne parliamo da vicino, domani puo’ venire da me in clinica? Verso l’una va bene? Io sto a Villa del Sole”. Per quanto riguarda la pericolosita’ sociale, il gip scrive che ”le condotte criminose, tuttora in atto, si inquadrano in un vero e proprio sistema criminale nel cui ambito il ricorso all’illecito (ovvero in modo specifico alla truffa, alla concussione, al peculato) costituisce la regola”. Dall’entita’ degli utili ricavati dall’attivita’ illecita, dalla ”spregiudicatezza” mostrata dagli indagati si puo’ desumere ”un concreto pericolo di recidiva”. Jannelli, rispetto ad altri indagati, ”si e’ distinto sia nella gestione criminale dell’intramoenia, partecipandovi anche in prima persona come sanitario, sia soprattutto nell’illecito dirottamento dei pazienti dal Cardarelli alla clinica, apparendo come il vero e proprio dominus di tutto il sistema criminale, pervicacemente e a tutti i costi volto a portare profitto alla ‘propria’ casa di cura”. Pertanto il primario ”leader indiscusso e ideatore del sistema criminale” se lasciato in liberta’ ”ben potrebbe proseguire nella consumazione delle condotte illecite”. Un duro atto di accusa al quale Jannelli e gli altri destinatari delle misure restrittive.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.