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1-3, sfatato tabù Palermo

NAPOLI (di Cristina Accardo) – Prima partita del 2012, il Napoli si affaccia al nuovo anno con un unico obiettivo: continuare la rimonta in campionato necessaria per scalare posizioni nella corsa alla qualificazione Champions. Tre posti per sette squadre, che sono tute lì a distanza di non più 10 punti tra loro e tutte vittoriose nella 17 ° giornata della Serie A. Nel posticipo serale al Barbera, contro il Palermo, gli azzurri non possono sbagliare ancora e regalare punti preziosi, in più c’è un tabù da sfatare con una vittoria che non arriva da 43 anni contro i rosa nero. Allora basta un Napoli convinto e deciso per acciuffare la vittoria ed i 3 punti; manca Lavezzi, fuori ancora per infortunio, ma a risplendere è il tridente, Cavani, Pandev e Hamsik, tre gol per continuare la “remuntada”.
Le formazioni – Palermo: Benussi, Munoz, Silvestre, Cetto, Balzaretti, Migliaccio, Della Rocca (1′ st Acquah), Barreto, Vazquez (1′ st Alvarez), Budan (24′ st Mehmeti), Miccoli
Napoli: De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Aronica, Maggio, Inler, Gargano (27′ st Dzemaili), Dossena, Hamsik (32′ st Zuniga), Pandev (37′ st Chavez), Cavani.
In campo – Maglia gialla per i partenopei che schierano contro un Palermo la formazione al completo; unica indisposizione è quella di Lavezzi, al suo posto dal primo minuto Pandev. Palmo rimaneggiato dal neo ct Mutti. Parte la gara ed è Budan a scaldare gli animi con De Sanctis impegnato nella prima parata del match. Risponde il Napoli con Gargano , Benussi blocca. Al 9’ palla gol per Cvani che di testa tira alto su cross di Dossena. Un minuto e l’azione si ripete, ma questa volta è Benussi a salvare. Al 14’ il cross è di Hamsik, ancora Cavani di testa butta fuori. Al 24’ è il Palermo a rendersi minaccioso con Vazquez, esce De Sanctis, palla alta. Al 25’ magia di Gargano, palla che di poco sfiora l’incrocio dei pali. Dieci minuti dopo il gol azzurro con Pandev che su passaggio di Gargano gira sicuro a rete, è 1 a 0. Il Paleremo cerca azioni, ma è il Napoli a fare possesso palla e a sfiorare il raddoppio con Pandev. Per i rosanero è Miccoli a tenere in ansia la difesa che, al 45’, su punizione imbecca Migliaccio che va rete, l’arbitro annulla giustamente per fuorigioco. Alla ripresa cambi per Mutti, ma in campo la musica non cambia; il Napoli fa possesso palla e trova gli spazi per gli inserimenti come quello di Pandev a cui Benussi nega la doppietta. Ma al 9’ il capolavoro: Cavani dal limite dell’area sfodera un tiro che si infila nell’incrocio dei pali: è 2 a 0 e sono applausi a scena aperta per l’uruguaiano. Al 13’ ancora Pandev che su cross di Maggio tira ma trova il palo. Al 15’ il terzo gol; questa volta è Hamsik che, pescato da Inler, salta Benussi e in poco spazio manda la palla in rete. Gol con dedica obbligata al suo secondogenito Lucas, nato nei primi giorni di gennaio. Il Paleremo, con il morale sotto i tacchi smette di giocare, il Napoli continua ed aumenta il possesso palla. Mazzarri, vista la piega della gara da il via alle sostituzioni per far tirare il fiato ad alcuni dei suoi uomini in vista della Coppa Italia di giovedì. Negli ultimi minuti spazio anche per Chavez . Sul finale di gara, su un calo di attenzione della difesa, arriva il gol della bandiera con Miccoli di testa. Finisce 1 a 3, a distanza di 43 anni dall’ultima vittoria degli azzurri a Paleremo.
Fuori dal campo – Contento a fine gara il tecnico azzurro “Prospettiva dopo questa vittoria? Non ne abbiamo, dobbiamo crescere, dobbiamo proseguire così. Quest’anno stiamo in Champions, le forze alle sono venute a mancare, ma dobbiamo sempre giocare come questa sera, anche se prima del 2-0 abbiamo più volte rischiato di subire un goal. L’abilità di addormentare la partita con i tanti passaggi consecutivi? Quando una squadra in casa subisce il terzo goal, gli stimoli vanno via, quindi, di conseguenza, è tutto più semplice per gli ospiti. Quest’abilità dobbiamo esprimerla anche quando non c’è un divario mastodontico nel risultato. Bisogna ancora crescere, tuttavia, siamo giovani, non ci dobbiamo mai accontentare, solo così possiamo arrivare ai livelli del Barça a cui ci hanno paragonato. Vargas? Un ragazzo giovanissimo, ma un investimento importante della società. Non bisogna dargli pressione, deve solo crescere. Punti sottratti dalla Champions? Preferisco non pensarci, da due anni a questa parte stiamo facendo cose straordinarie, quest’anno oltre alle energie che la manifestazione europea ci ha sottratto, non ci è girata nemmeno così bene in molte occasioni, ma ora dobbiamo continuare così, senza nemmeno ascoltare gli elogi, c’è già una prossima partita a cui pensare”. Su Gargano: “Ogni tanto ce l’ha questa mania di lanciarsi a rete, è giusto che alle volte si inserisca, anche se questa sera spesso abbiamo rischiato sbilanciandoci troppo in quella zona del campo”. Sul mercato: “Noi non dobbiamo essere paragonati ai top club che acquistano giocatori già forti, puntiamo più su calciatori di prospettiva, Fernandez è un esempio. Non dimentichiamo che questa squadra due anni fa era sestultima alla settima giornata di campionato e veniva da due campionati normalissimi. L’applauso del Barbera a Cavani? Bello, queste sono le cose belle del calcio. Vuol dire che Edinson ha lasciato un bel ricordo qui. Grande senso di civiltà, queste sono le cose che fanno bene al calcio”.

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