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L’acqua bene comune, Lucarelli: “Così vuole la gente”

Palazzo dell'Arin

NAPOLI – L’amministrazione de Magistris rende operativa la volontà referendaria e trasforma l’Arin in Abc, Acqua Bene Comune. L’azienda rinnovata è una società speciale di diritto pubblico, che punterà subito, è stato spiegato al Municipio, «al pareggio di bilancio attraverso l’attuazione dei principi di efficacia, trasparenza ed economicità». L’atto, che ora dovrà essere approvato dal consiglio comunale, «dice “no” alla privatizzazione e conferisce all’acqua lo status di bene pubblico», rimarca l’assessore delegato Alberto Lucarelli: «Il Comune di Napoli è la prima amministrazione in Italia che rende attiva la volontà cittadina che si è espressa col referendum del giugno scorso».

AMBIENTALISTI E CONSUMATORI – Il nuovo consiglio di amministrazione sarà costituito da «tre figure di carattere tecnico, giuridico e manageriale», ai quali si affiancheranno «due rappresentanti della cittadinanza nominati dal sindaco e individuati tra le associazioni ambientaliste». L’Abc sarà dotata anche di un organo a latere: un comitato di controllo in cui saranno rappresentati i lavoratori dell’azienda, gli ambientalisti e i consumatori. Per quanto riguarda le tariffe, è stato introdotto il principio del minimo vitale ed è stato istituito un fondo di coesione e solidarietà. «La società — ha aggiunto l’assessore al Bilancio, Riccardo Realfonzo — resterà pienamente controllata dal Comune e sarà uno strumento efficace per tenere basse le tariffe e per consentire a tutti l’accesso all’acqua», oppure, in soldoni, «rappresenta un cambiamento radicale rispetto alla logica della privatizzazione che voleva rendere anche l’acqua oggetto di profitto». Tutti gli utili dell’Abc, inoltre, saranno reinvestiti nella realizzazione di opere e infrastrutture.

LE NUOVE FONTANE – E la nuova politica dell’acqua come bene comune passa anche per l’installazione di nuove fontanine. La prima sarà inaugurata a giorni davanti Palazzo San Giacomo, poi seguiranno l’aeroporto, la stazione e lo scalo portuale. «L’acqua a Napoli è pubblica, accessibile a tutti», ribadisce infine il sindaco de Magistris in conferenza. La nuova società, assicura il primo cittadino, «sarà gestita con criteri di trasparenza e di piena garanzia della salute pubblica, con il controllo dei costi», «un’operazione unica nel panorama nazionale», ma il sindaco intende andare oltre: «Stiamo valutando la possibilità di internazionalizzare questa esperienza e di avviare un gemellaggio col Comune di Parigi, eventualità di cui ho discusso l’altro pomeriggio con Lionel Jospin, l’ex primo ministro francese». Secondo il sindaco di Napoli sul fronte della lotta alle privatizzazioni di beni pubblici «è necessario fare di più. Basta con il proliferare di società per azioni quando si tratta di beni pubblici e di diritti collettivi». (Corriere del mezzogiorno)

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