«Il morale di Gheddafi è alto Il Rais organizza la difesa della Libia»
MILANO – Muammar Gheddafi gode di «eccellente salute», «il morale è alto» e il Rais sta «pianificando e organizzando la difesa della Libia». Così il portavoce del deposto regime di Tripoli, Moussa Ibrahim, secondo quanto riferito nella notte dalla tv Al Rai, con sede a Damasco. «Siamo ancora potenti» ha avvertito Ibrahim sostenendo che i figli del rais rovesciato «assumono il loro ruolo nella difesa e il sacrificio» per il Paese.
CONVOGLIO IN NIGER: «C’È GHEDDAFI» – Un imponente convoglio di veicoli civili e militari provenienti dalla Libia ha attraversato lunedì sera Agadez, una città a nord del Niger. Voci insistenti rafforzano l’ipotesi che il convoglio ospiterebbe il colonnello Gheddafi o i suoi figli. «Si tratta di molte decine di veicoli entrati ad Agadez e provenienti da Arlit, una città mineraria vicina alla frontiera algerina, che si dirigevano verso Niamey», ha affermato una non meglio precisata fonte militare .
TESTIMONI OCULARI – Anche un giornalista di una radio privata a Agadez ha affermato di aver «notato un convoglio di molte decine di veicoli attraversare la città e dirigersi verso Niamey», capitale del Paese. «Molti testimoni hanno detto di avere visto nell’ambito di questo convoglio Rhissa Ag Boula, una delle figure di spicco delle due rivolte tuareg in Niger molto vicina a Gheddafi», ha aggiunto la stessa fonte. Una decina di persone vicine a Muammar Gheddafi, tra cui Mansour Daw, responsabile delle brigate di sicurezza, è arrivato due giorni fa ad Agadez (nord Niger) proveniente dalla Libia.
ACCORDO A BANI WALID – Gli insorti libici hanno annunciato stamani di aver raggiunto un accordo per entrare a Bani Walid senza combattere.
LA LETTERA DEL RAIS A OBAMA – C’è anche la bozza di una lettera scritta e probnabilmente mai inviata da Muammar Gheddafi al presidente degli Stati Uniti Barack Obama fra i tanti documenti trovati nel quartier generale dei servizi di sicurezza interna libici a Tripoli. «È necessario sostenere la Libia per liberarsi degli uomini armati di al-Qaida prima che tutto il Nord Africa cada nelle mani di Bin Laden», si legge nella lettera, in cui si parla dei ribelli definendoli «insorti», «sabotatori» e «ratti».
