Riaperto dopo cinque anni l’ascensore per il mare

NAPOLI (di Carlo Franco) – Dalla villa comunale al porto e alla spiaggia in venti secondi: quello che sembrava impossibile ora è realtà. Da qualche giorno, infatti, Sorrento ha riavuto l’ascensore e la sua estate appiattita sulla quantità molto a buon prezzo – plotoni di turisti con un budget risicatissimo intruppati dagli operatori turistici – si è un tantino risollevata anche perché la cabina che va su e giù in un amen ha in parte spezzato il monopolio dei trasporti via gomma. Cari, soprattutto per i parcheggi, avvelenati e fuori controllo.
È una bella storia riscritta in fretta dopo cinque anni di black-out, ma chi ha memoria può integrare il racconto. Partendo, magari, da Achille Lauro, il padre-padrone della Flotta Lauro specialista in promesse roboanti che difficilmente onorava.
Il Comandante si dannò l’anima, quando era sindaco di Sorrento, per regalare alla città gli ascensori per collegare il centro con il porto, ma l’arroganza della burocrazia si rivelò più forte della sua.
L’impresa, invece, riuscì a Carlo Di Leva, un professore di matematica, e l’ascensore sospirato prese ad andare su e giù dai giardini della villa a Marina Piccola. Furono tutti felici e contenti: respirò il porto, che non era frequentato come oggi (anche 7000 viaggiatori al giorno) e si andò incontro alle richieste delle famiglie della buona borghesia sorrentina che frequentavano i bagni della baia.
Il professore trovò un valido
alleato in Ninì Leonelli che pilotò una cordata di imprenditori e ottenne una concessione venticinquennale. Questo accadeva nell’anno di grazia 1965, l’impianto è andato avanti per quarant’anni, ma nel 2006 fu bloccato dalla burocrazia per motivi di sicurezza. Il sipario calò e lo stop è durato cinque anni.
Il ritorno dell’ascensore è, dunque, l’evento dell’estate 2011. Piace a tutti, ai cinesi che hanno già scattato milioni di foto, a chi viaggia in aliscafo o in traghetto e, manco a dirlo, ai bagnanti che finalmente rivedono il mare smarrito.
La cabina viaggia tre volte più veloce – 1.60 metri al secondo e 25 secondi per coprire il modesto dislivello – e trasporta otto persone per volta. Gli altri fanno attesa in una elegante galleria nella quale c’è anche un maxi-schermo che, come un quotidiano on line, racconta la giornata di Sorrento e fornisce notizie utili ai turisti e ai pendolari che finora per esaudire un desiderio erano costretti a interpellare domineddio.
Una buona iniziativa, dunque, che guarda al futuro e pensa moderno. Ma c’è anche una continuità con il passato. L’ascensore d’antan fu costruito da Alberico e Gerardo Gargiulo, amicissimi di Renzo Arbore, quello rimesso in funzione, invece, è stato realizzato, sempre con capitali privati, da un consorzio d’imprese – Sorrento Mare srl – che mette insieme i proprietari dei bagni, il bar La Scogliera, l’agenzia di viaggi Acampora Travel, con il patron Gino Acampora, e Syrenbus, una ditta di trasporti.
Un pool variegato che ha siglato un accordo con il Comune impegnandosi a versare un canone annuo di dodicimila euro. Il costo dell’installazione è di 750 mila euro, a fronte di una concessione di 25 anni.
Alla fine ci guadagneranno tutti, ma, soprattutto, turisti, pendolari e utenti single che, finalmente, hanno una alternativa rispetto al monopolio vigente: o viaggi con me o vai a piedi, o paghi tanto per il parcheggio o ti arrangi. È come se fosse partita una sfida, insomma, con un obiettivo ambizioso: dopo anni di inerzia speculativa Sorrento comincia a capire che per recuperare l’allure dei decenni che furono deve guardare avanti non disdegnando di specchiarsi nel passato.
L’ascensore, tra l’altro, rilancia il centro storico del quale si innamorò don Benedetto Croce che dalla terrazza di villa Astor, dov’era rifugiato, sentiva meno la mancanza dei silenzi magici di Santa Chiara, e fa rinascere un turismo più a dimensione umana capace di trovare uno spazio di nicchia tra i giganti della vacanza massificata.
Il sindaco Cuomo ha capito di giocare una partita importante e incoraggia la sinergia con i privati: “È l’inizio della pedonalizzazione globale della città, vogliamo inaugurare un ciclo virtuoso e ci auguriamo che ancora altri imprenditori privati decidano di rischiare investendo sul territorio”. Cuomo non lo dice, ma gli ascensori servono anche a rinsaldare le posizioni acquisite: Sorrento, come Napoli, è sempre in campagna elettorale e radio-fante da qualche giorno sussurra che Marco Fiorentino, l’amico rivale bocciato alle regionali, abbia voglia di riprendersi la scena.
Un accenno al ticket. È molto popolare, un euro a corsa che diventano 80 centesimi per i residenti e per chi si abbona. E addirittura 50 centesimi per gli anziani. Che cosa dire per chiudere in bellezza? Manca solo una canzone: Lucio Dalla pensaci tu. (Repubblica)
