“Il nostro Novecento, due giornalisti a confronto”, di Ermanno Corsi e Piero Antonio Toma

NAPOLI (di Daniela Sasso) – Si è tenuta, presso la sede della Fondazione Valenzi, ospitata dal Maschio Angioino di Napoli, la presentazione del nuovo libro dei due giornalisti Ermanno Corsi e Piero Antonio Toma, “Il nostro Novecento – Due giornalisti a confronto”, edito da Compagnia dei Trovatori edizioni, accompagnata dalle riflessioni del sociologo Luigi Caramiello, che vede in questo libro un “vero documento”, uno “specchio” in cui si riflette il Novecento napoletano e dello storico Luigi Mascilli Migliorini, il quale porta sul banco degli imputati quella parte della “borghesia napoletana parassitaria e non produttiva, in quanto non all’ altezza del ruolo che, potendo, avrebbe dovuto svolgere per risollevare la città”.
Il dibattito è stato allietato dagli intermezzi musicali del cantautore Lino Blandizzi, accompagnato da Dario Casillo.
All’ incontro ha dato il via il Presidente della Fondazione stessa, Lucia Valenzi, la quale ha introdotto il filo conduttore del dibattito: il rapporto tra giornalismo ed Amministrazione.
Ha fatto seguito l’ intervento da parte di Ermanno Corsi, già autore di più di dieci volumi di cultura meridionalistica, giornalista professionista nei quotidiani Il Tempo e Il Mattino, corrispondente e articolista del Giorno e della Repubblica, opinionista del Roma e del Denaro, presente sulle scene della Rai di Napoli dal 1978, conduttore del Telegiornale e delle Tribune politiche, ha acquisito la nomina di caporedattore. Consigliere nazionale della Fnsi dal 1974 al 2004 e Presidente dell’ Associazione Napoletana della Stampa, per diciotto anni fino al 2007 Presidente dell’ Ordine dei Giornalisti Campani.
“Napoli ha avuto sindaci di due differenti tipologie – ha affermato l’ autore – Sindaci che ricevono prestigio dalla carica che si trovano a rivestire e, all’ opposto, sindaci che, con la loro storia e le proprie vicende personali, danno prestigio alla carica. Il valore delle istituzioni scaturisce, in ampia parte, da coloro che le gestiscono”.
“Chi ama la città di Napoli ha l’ obbligo di assumere, nei suoi confronti, un rapporto ed un punto di vista prontamente critici, allo scopo di sottrarsi ad una facile lettura enfatica e retorica degli avvenimenti” – ha aggiunto Corsi, evidenziando proprio come ciò che si verifica nella nostra città si carichi, inevitabilmente, di un “disvalore aggiunto” che se accadesse altrove: “Napoli è un Inferno abitato da santi che, però, non hanno alcuna vocazione alla santità, ma vorrebbero solo vivere in maniera un po’ “normale””.
“Senza lavoro una città non può risollevare le proprie sorti. Senza lavoro non può esserci alcun “Risorgimento”, né legalità, né futuro per Napoli ed un buon sindaco dovrebbe innanzitutto garantire il lavoro ai suoi cittadini ” – queste le parole di Piero Antonio Toma, già autore di numerosi saggi e romanzi storici, giornalista professionista ha lavorato per varie testate (Giornale del Mezzogiorno, Rai, Mattino, Sole 24 Ore), destinatario del Premio giornalistico Lo Sardo, il Trofeo Chinnici, il Premio Pompei e il Trofeo Megaris nel 2008.
“Esistono, tuttavia, brandelli di società civile che hanno impedito un ulteriore “scacco” alla città. La società civile continua ad esistere a Napoli, in termini di ricchezza di cultura ed anche di imprenditoria, ma va incentivata e stimolata: la città di Napoli è ricca di cultura, ma è, al contempo, tanto povera da non riuscire a tenersela”.
