“Il divoratore”, di Lorenza Ghinelli
NAPOLI (di Cristina Cipriani) – A Gennaio torna nelle librerie il romanzo noir di Lorenza Ghinelli, Il divoratore, edito dalla Newton Compton e che già nella prima settimana è arrivato ai primi posti nella classifica di vendite.Un successo nazionale e internazionale sottolineato anche dalla cessione dei diritti esteri in Spagna, Brasile, Francia, Russia, Olanda, America Latina.
La storia è ambientata nel 2006, quando a Rimini quattro ragazzini scomparvero nel nulla. La polizia brancolava nel buio, eppure qualcuno sapeva cosa gli era successo. Pietro, aveva assistito al rapimento del fratello più piccolo Dario, ma, essendo autistico, riusciva a comunicare solo attraverso il disegno. È la sua educatrice, Alice, a scoprire che Pietro aveva visto qualcosa, guardando attentamente un suo disegno, si sofferma sulla sagoma di un uomo nero su una panchina. Lo riconosce immediatamente. Era l’uomo che le ricordava un passato da dimenticare, ma che adesso tornava a disturbarla nei sogni. Un Uomo o un Uomo dei Sogni che deve essere fermato.
Per la storia e lo stile usato la Ghinelli potrebbe essere definita la Stephen King italiana; infatti, la scrittrice lavora partendo da immagini che conosce bene della città in cui ha vissuto, Rimini, e dove ha ambientato il romanzo, così il lettore percepisce che il mondo descritto è reale. Tuttavia, questo realismo è interrotto dalle continue reminiscenze di sogni-incubi infantili di Alice e che fanno parte dell’infanzia della stessa scrittrice.
Questi continui salti cronologici avrebbero potuto appesantire la lettura del romanzo, ma quella calma e accuratezza nelle descrizioni di vicende passate contrapposta alla velocità, fluidità e scorrevolezza di eventi presenti riesce a non far distrarre il lettore. In un romanzo noir non possono mancare scene drammatiche che la Ghinelli arricchisce con spunti d’ironia che non stancano la lettura e che, come la scrittrice racconta su SETTE Corriere della Sera, rappresenta uno dei suoi due lati: “la commedia, l’ironia da una parte, e il lato oscuro, quello degli incubi che tornano ad affiorare e che premono per essere raccontati”.
