Terra dei Fuochi, comitati e cittadini contro gli eco-reati

GIUGLIANO (di Giuliano Pennacchio) – Il 30 ottobre 2015, a Giugliano di Napoli si è svolto un interessante confronto sul ruolo della politica e le possibili soluzioni per il risanamento della Terra dei Fuochi, la lotta alla criminalità organizzata e il contrasto agli eco-reati.

Ecoballe-300x225Nella sala del Liceo scientifico “Fratelli Maristi”, il dibattito è stato condotto dalla giornalista Rita Pennarola de “La Voce delle Voci” con la partecipazione di numerosi cittadini, di rappresentanti dei Comitati ambientalisti, di esponenti delle istituzioni locali e nazionali, di giuristi e magistrati dell’Antimafia.
Il convegno è stato organizzato dall’associazione antimafia “Antonimo Caponetto”, di cui il segretario nazionale, Elvio Di Cesare, ha dato il via alla discussione con un incipt molto chiaro: “La nostra associazione è impegnata in un’azione concreta di contrasto alle mafie. Puntiamo ad individuare i nessi occulti tra economia sommersa e criminalità; infatti, l’associazione Antonimo Caponetto, più di una volta ha effettuato visure camerali di imprese sospette in odore di infiltrazioni mafiose”.
Molto efficace è stato l’intervento del PM Cesare Sirignano, della Direzione Nazionale Antimafia, che si è soffermato sulla necessità di ricostruire la fiducia tra i cittadini e le istituzioni, a partire dalla tutela delle persone e dell’ambiente.
Il Presidente di Sezione di Corte di Cassazione Antonio Esposito non si è risparmiato di mettere sotto i riflettori la classe politica, a partire dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che, con molta faciloneria, ha affermato, ultimamente, che il problema del risanamento ambientale della Terra dei Fuochi sarebbe stato risolto.
Dalle istituzioni locali, che sono in prima fila, investite dalle richieste dei cittadini, arrivano le conferme del grido d’allarme lanciato dalla magistratura sull’inadeguatezza delle risposte che arrivano da una certa politica nazionale.
“A Giugliano non si riesce a spendere un centesimo per le bonifiche a causa della macchinosità delle norme”, ha dichiarato Antonio Poziello, neo sindaco della città, uno dei più popolosi centri della Campania.
Salvatore Micillo, deputato del Movimento Cinque Stelle e componente della Commissione Ambiente della Camera, ha cercato di spiegare l’importanza di una giusta applicazione della nuova legge che disciplina la materia dei delitti contro l’ambiente, approvata nel maggio di quest’anno, affermando: “La legge ha avuto un iter tormentato. Approvata alla Camera a febbraio 2014 è stata ferma al Senato per più di un anno. La Confindustria ha dichiarato, ancora oggi, che il provvedimento contro gli eco-reati è un atto contro l’economia, perché imporrebbe maggiori controlli sulle produzioni e sull’impatto ambientale dei manufatti”. “In realtà – continua il deputato pentastellato – “siamo dinanzi a norme di tutela dell’ambiente del tutto innovative e che, applicate, potranno tutelare più efficacemente la salute dei cittadini e la salubrità dell’ambiente. In particolare, in base al nuovo prov­ve­di­mento diven­tano reati: l’inquinamento ambientale, il disa­stro ambien­tale, l’impedimento dei con­trolli, l’omessa boni­fica e il traf­fico di mate­riale radioat­tivo. Abbiamo fatto un passo in avanti nella direzione del contrasto alle eco-mafie, ma possiamo ancora migliorare”.

Dalla Regione Campania le risposte e gli impegni per la Terra dei Fuochi sono ancora da mettere in campo. Il portavoce del Presidente della Giunta Regionale, Emilio Di Marzo, ha ricordato che il problema dei cinque milioni e mezzo di eco-balle da smaltire, stoccate nel sito di Taverna del Re, deve essere ancora affrontato.

A chiudere il confronto, sono stati due interventi molti significativi a partire da quello di Don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, che punta l’indice contro gli effetti nefasti dell’economia sommersa sull’ambiente. Don Patriciello è stato lapidario: “Se leggo la notizia che a Frattamaggiore è stato chiuso un laboratorio di scarpe e di borse perché gli operai non erano in regola, mi chiedo: ma gli scarti della pelle, i collanti, le pitture, dove sono stati smaltiti? È ovvio che se le imprese non sono in regola, l’inquinamento e i roghi sul nostro territorio continueranno a verificarsi”.

Ultimo intervento dei relatori è stato quello di Antonio Marfella, medico per l’ambiente, che ha lanciato alcune proposte per limitare i danni causati dall’inquinamento: “L’economia e le imprese devono assumersi più responsabilità nella battaglia del risanamento ambientale. S‘incominci a trovare il modo per tracciare le produzioni in modo da combattere l’economia sommersa che tanto inquina; così come la Regione Campania individui due siti di smaltimento, uno per i rifiuti ospedalieri e un altro per i tre milioni di tonnellate di amianto ancora presenti in Campania”.

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