La Juve annaspa

NAPOLI (di Eleonora Posabella) – Ritorno alla realtà davvero brusco per la Juventus di Massimiliano Allegri, che ottiene la seconda sconfitta di fila in campionato, stavolta all’ Olimpico contro una Roma a dir poco famelica.

Roma - JuveL’undici bianconero mostra le medesime lacune del match contro l’Udinese, che non sembra dunque aver dato luogo alla giusta reazione in casa della vecchia signora; mister Allegri mette in campo praticamente gli stessi 11 uomini con Dybala dal primo minuto e Caceres al posto di Barzagli.
La musica però non è la stessa, poiché i bianconeri finiscono per subire l’aggressività della Roma, la quale, sapientemente modellata da Garcia, si rende più volte protagonista di azioni pericolose, che poi però non riesce a finalizzare; la svolta avviene solo nel corso della seconda frazione di gioco, grazie alla punizione capolavoro di Miralem Pjanic, che gela Buffon e l’intero pubblico dell’ Olimpico.
Maturato il vantaggio a favore degli avversari la Juventus sembra avere una reazione di orgoglio, che si concretizza soprattutto con gli innesti di Pereyra, Morata e del neo arrivato Juan Cuadrado; l’espulsione di Evra per somma di ammonizioni e il raddoppio della Roma ridimensionano però le aspettative sulla partita per i bianconeri, che solo sul finale del match riescono a sbloccarsi con la rete di Paolo Dybala, comunque ininfluente ai fini del risultato.
Ulteriore prova decisamente scadente dunque per gli uomini di Allegri, che approcciano alla nuova stagione nella maniera peggiore, orfani infatti di personalità importanti soprattutto a centrocampo, non riescono praticamente mai ad impostare quel bel gioco, che l’anno scorso nasceva dai piedi di Andrea Pirlo e prendeva forma attraverso i guizzi di Tevez e Vidal.
Migliore in campo: Dybala, è giovane ed entusiasta e si vede, è infatti l’unico che non ci sta a lasciar andare altri tre punti senza opporre resistenza e orgoglio.
Peggiore in campo: Paul Pogbà, il baby fenomeno bianconero si dimostra per quello che in realtà è, dando così prova della propria immaturità; la sua tanto decantata classe, per altro non ancora pervenuta quest’anno, non basta a colmare le mancanze.
Menzione speciale va poi a Massimiliano Allegri, che affida per la seconda gara consecutiva la chiavi del centrocampo a Simone Padoin, inadeguato e mai pervenuto in mezzo al campo.

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