I lavoratori della sanità pubblica e privata protestano contro l’austerità

NAPOLI – i lavoratori della sanità pubblica e privata e le rappresentanze sindacali scenderanno in piazza Plebiscito alle ore 17 per chiedere un repentino cambio di rotta rispetto ai danni prodotti dalle politiche di austerità messe in campo, negli anni passati, dai governi che si sono susseguiti. Sono convinto dell’importanza di questa manifestazione, rispetto alla quale esprimo tutta la mia solidarietà.

Lavoratori SanitàE’ innegabile che la sanità pubblica e privata viva una crisi assistenziale ed occupazionale senza precedenti. Le politiche sanitarie e gli interventi messi in campo, oltre che le condizioni in cui versa la sanità di una regione, ne indicano, a tutti gli effetti, il livello di vivibilità e avanzamento in termini di protezione sociale. La Campania non ha mai brillato in questo settore, ma non si può negare che l’attuale governo regionale ce la stia mettendo tutta per condurre la nostra sanità, che pure si avvale di professionalità eccelse in tutti i campi, a livelli di servizi accettabili e fruibili per tutti, soprattutto per quelle fasce più deboli su cui, puntualmente, si abbattono i tagli di spesa. Una politica sanitaria che si rispetti, però, oltre a dover garantire i servizi minimi ai cittadini, deve saper e poter puntare, valorizzandoli, su tutti coloro i quali vi lavorano, siano essi lavoratori della sanità pubblica o privata, e per farlo non si può non interloquire con i sindacati che li rappresentano. Credo, infine, nell’importanza e nella serietà con cui la Regione Campania affronterà i problemi del settore, per migliorare il servizio per gli utenti e le condizioni dei lavoratori a cui bisogna sempre dare credito, con l’ascolto costante delle loro istanze, perché impegnati in prima linea. Tra le criticità evidenziate dagli stessi lavoratori e dai loro rappresentanti, spiccano, senza dubbio, la necessità dell’immediato sblocco del turn over che ha prodotto la riduzione di circa 16.000 lavoratori, la stabilizzazione dei precari e la creazione di bandi per mobilità e concorsi allo scopo di riportare il numero del personale a livelli minimi per garantire la tenuta dei servizi.

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