Fallito sgombero a Materdei, la Napoli precaria resiste

NAPOLI (Servizio di Dario Catania) Nel quartiere di Materdei, in salita San Raffaele 20, nove famiglie e 14 giovani precari e disoccupati aderenti alla campagna di “magnammece o pesone” hanno resistito alle forze dell’ordine che tentavano lo sgombero.

Sgombero a MaterdeiIl palazzo occupato fu donato all’ASL napoli centro con il vincolo di aprirvi una casa per anziani ma fin’ora nulla è stato fatto. I manifestanti di “magnammece o pesone” denunciano gli oltre diecimila euro che vengono pagati, con soldi pubblici, ogni mese, alla società di vigilanza privata che da una decina di anni si occupa della custodia dell’immobile.

L’iniziativa di sgombero è partita dal direttore generale dell’ASL Ernesto Esposito e ieri i tafferugli sono durati all’incirca 2 ore con la decisione della Questura di desistere dall’azione di sgombero e decretando, infine, una tregua.

Dal profilo facebook di “magnammece o pesone” si legge: <<Dal primo pomeriggio la digos è venuta in pressione sull’occupazione, alle 19 hanno fatto la loro comparsa sulla scena i reparti celere e quasi subito, dopo i rituali tre annunci è partito il tentativo di fare irruzione nella struttura. Per quasi due ore la polizia ha cercato di aprire i cancelli o di fare irruzione da altri ingressi laterali senza riuscirci dopo aver spostato con la forza le persone che si frapponevano all’esterno del cancello. Se l’operazione non è riuscita è stato senz’altro per la rabbia e la determinazione di tanti occupanti che hanno scelto di rischiare mettendo addirittura le dita e i piedi davanti all’uso delle tronchesi e dei flex dei pompieri e soprattutto per l’apporto crescente di persone in strada in solidarietà agli occupanti. Anche tante famiglie del quartiere e di Salita San Raffaele in particolare sono intervenute a partire dalle donne che sono salite sulle auto per contestare con forza l’intervento della polizia. Un assedio francamente ossessivo e insensato, che metteva in grande tensione i minori presenti nella struttura e costringeva una donna al sesto mese di gravidanza a ricorrere all’intervento dell’ambulanza.>>

Gli occupanti dell’immobile chiedono di <<Fare chiarezza sugli imbrogli dell’ASL e sui suoi presunti progetti>> e
di trovare <<qualunque soluzione in loco o alternativa che rispetti il diritto all’abitare delle persone coinvolte>>

Nel seguente video girato da “magnammece o pesone” si può notare l’aggressione alla telecamera del video-attivista Nicola Angrisano

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