Alla Vicaria i vicini in ansia «È l’orgoglio della mamma»

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo – Il Mattino) – Numerosi gli appellativi di elogio per Raffaele: «Un ragazzo perbene», «Un bravo ragazzo», «Un ragazzo d’oro». Quartiere Vicaria, nei pressi di Piazza Nazionale: i vicini sono sconfortati per ciò che è accaduto sul lungomare, nella zona «bene» della città: «Ancora non ci crediamo che abbiano potuto fare del male ad un così bravo ragazzo».

PoliziaAlcuni residenti del suo palazzo, in via Campania 7, chiamano insistentemente la madre, che ha il telefono spento. «È da oggi pomeriggio che non abbiamo notizie, – dice un vicino di casa – vorremmo sapere almeno come sta». «Raffaele – raccontano nel quartiere – è un ragazzino legato alla madre, frequenta bravi ragazzi e gli piace studiare». Un esempio da seguire, un ragazzo educato. Una famiglia sfortunata ma che vive con dignità la quotidianità. «Capita spesso che nel quartiere gli diamo spontaneamente aiuti – dice un negoziante, loro conoscente – non sono benestanti, ma nonostante ciò sorridono sempre alla vita, sono sempre gentili, qui nel rione gli vogliamo un gran bene». Raffaele ha perso il padre da qualche anno, all’età di dieci anni. La madre, vedova, ha dovuto rimboccarsi le maniche per far studiare il figlio e per affrontare le difficoltà di una famiglia senza un reddito stabile. Raffeale, figlio unico non ha grandi pretese, ma meritevole: il telefonino che gli hanno rubato accoltellandolo, lo aveva avuto a Natale «perché lo meritava», raccontano i vicini. Increduli per la ricostruzione dell’accaduto aggiungono: «Ci sembra assurdo che ci sia stata una colluttazione, non riusciamo ad immaginare Raffaele che fa a botte, è un ragazzo così tranquillo». Un telefonino, stando alle dichiarazioni di chi conosce il ragazzo, comprato anche per l’apprensione e la premura che la madre ha nei confronti di suo figlio: «Spesso, uscendo con gli amici, Raffaele tardava nel tornare a casa e la madre aveva la necessità di avere un filo diretto col figlio», raccontano nel rione. La preoccupazione fra i conoscenti cresce quanton più dal Loreto Mare non arrivano notizie: «Sappiamo del ferimento al polmone – dice una signora che abita nel palazzo – e siamo preoccupati; non facciamo altro che stare alla finestra sperando di vedere anche per un attimo la madre. Vorremmo aiutarla in qualche modo, ma sappiamo che non tornerà, fino a quando il figlio non starà bene. D’altronde – dice con amarezza – quel ragazzo è tutto quello che ha». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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