Lettieri: «Sindaco, basta alibi, ti dico io cosa fare subito»
NAPOLI (di Paolo Cuozzo) — Ha perso al ballottaggio proprio contro di lui, contro Luigi de Magistris. E l’argomento rifiuti è stato spesso, spessissimo oggetto di scontro per l’intera campagna elettorale. E non poteva essere altrimenti. L’ex pm ha sempre puntato tutto sul porta a porta e sul «no all’inceneritore»; Gianni Lettieri, ex presidente degli industriali di Napoli, ha invece creduto fermamente che in attesa di un piano comunale e di nuovi impianti i rifiuti dovessero «andare fuori, all’estero».
Ora, però, ci può dire dove?
«Avevo avuto — racconta Lettieri — la disponibilità di nazioni come la Spagna e l’Olanda. Ma ce ne sarebbero state anche altre».
E crede ancora in questa soluzione?
«In maniera temporanea, sì, certo che ci credo. Ma credo anche che l’inceneritore sia indispensabile. Come credo che de Magistris debba smetterla di fare propaganda. Smetterla di dire che è osteggiato da forze politiche che non vogliono il cambiamento. Ma quale cambiamento? Se è sempre la sinistra a governare?».
Per lei è ovviamente più facile criticarlo, ma forse avrebbe bisogno anche di aiuto da parte dell’opposizione.
«Certo. Ma è altrettanto certo che non può scaricare le responsabilità sempre sugli altri, proprio come facevano i suoi predecessori. Così è semplice. E in campagna elettorale ce lo siamo detti spesso nei faccia a faccia».
Rimanendo però sempre su piani differenti.
«Sempre. E sempre, da lui, quando gli chiedevo cosa avrebbe fatto per affrontare l’emergenza, ricevevo risposte evasive, populiste, mai una proposta concreta».
Il nuovo sindaco punta tutto sulla differenziata: comunque è una strada.
«Peccato però che, pure se si raggiungesse l’inverosimile soglia del settanta per cento in sei mesi dalla sua elezione, come ha sempre detto, rimarrebbe comunque un 48 per cento di indifferenziato. E ancora ora aspetto di capire che vuole farne. Poi arriva Sodano e lo sento parlare di discariche. Ma come? Cosa è cambiato?».
Cosa?
«Siamo seri. Basta annunci sul nulla. Basta dire sempre che la responsabilità è degli altri, che mi lasciano solo, che c’è la camorra. È troppo comodo fare così. Lo diceva anche il direttore del Corriere del Mezzogiorno, Marco Demarco, che lamentarsi è semplice. Il dato, invece, è uno solo e molto più banale: lui, de Magistris, non era preparato ad affrontare il problema rifiuti».
E lei sì? Ora però non c’è controprova. Il sindaco è lui.
«E a lui chiederò un incontro domani stesso (oggi, n.d.r.) mettendoci, come opposizione, a sua disposizione per individuare soluzioni condivise».
Ma a quale condizione?
«Che la smetta di scaricare responsabilità sugli altri».
Ammesso che li prenda per buoni, lei che consigli darebbe al neosindaco?
«Di chiedere la responsabilità unica per la gestione del ciclo dei rifiuti in deroga alla legge nazionale. Una legge che prevede la suddivisione dei compiti tra Provincia, Regione e Comune. Io l’avrei fatto subito. Eppoi la smetta di parlare male di Acerra».
In che senso, scusi?
«Accetti l’impianto. Lo vada a visitare, così verifica di persona che è tutto a norma. L’inceneritore lavora su due-tre linee e può arrivare anche a un quantitativo giornaliero di rifiuti bruciati di oltre 2.400 tonnellate. Nel primo quadrimestre 2011 Acerra ha trattato rifiuti mediamente per circa 1700 tonnellate al giorno. Lui deve chiedere invece che una delle tre linee dell’impianto lavori in esclusiva per Napoli, almeno per un po’ di tempo fino a che non decolla il suo piano. Questo gli consentirebbe di trattare almeno 7-800 tonnellate al giorno».
Tutto qui? E i conferimenti per gli altri Comuni che portano la spazzatura sempre ad Acerra?
«Ripeto, serve una deroga per Napoli. Ma deve fare anche altro. Deve, a mio avviso, aprire un’interlocuzione con la A2A che possiede canali privilegiati per il conferimento dei rifiuti fuori dal territorio nazionale. La spazzatura può essere trasportata in Paesi che hanno dimostrato la disponibilità di prendersi almeno 250-300 tonnellate al giorno».
Facile. E i soldi?
«Ah, deve trovarli lui».
Ancora più facile. Ma se non ci sono. E lei, dove li avrebbe presi?
«Dalla legge speciale per Napoli».
E allora perché Berlusconi non la fa pure per de Magistris questa legge?
«Perché lui, il sindaco, è contro. E allora trovi i soldi, che so, vendendo gli immobili, alienando beni non strategici. I soldi sono un problema suo non certo mio».
Ora però a parlare senza fornire alternative è lei.
«Tutt’altro. Perché a de Magistris dico che, nonostante tutto, sono a sua disposizione anche per individuare come reperire le risorse».
Cos’altro suggerirebbe?
«Avviare subito i lavori per fare gli impianti di compostaggio, chiedendo alle aziende di lavorare notte e giorno in modo da avere almeno due impianti pronti in sei-otto mesi».
Lei chiese la collaborazione di Bertolaso. De Magistris è un po’ complicato che lo faccia. Anzi, è impossibile.
«Mi ero semplicemente ben documentato prima sulla vicenda rifiuti, mi ero messo a lavorare sul problema. Parlando, certo, anche con Bertolaso. Ma non solo con lui». Il sindaco, in ogni caso, dice di avere un piano alternativo se rimarrà isolato. «E che aspetta a metterlo in pratica? Esiste? Bene, lo attui. Ma subito. Napoli sta affondando. Piuttosto, credo che la prima cosa che debba fare è scusarsi con Berlusconi e Bertolaso a cui intendeva scaricare ogni responsabilità, per Acerra e per i rifiuti».
Le ricordo comunque che de Magistris e Sodano vanno oltre: dicono «mai all’inceneritore a Napoli», altro che scuse a Berlusconi o Bertolaso.
«Credo invece che lui, su questo fronte, debba fare un ragionamento serio e invitare Caldoro e Cesaro a fare presto, accelerando i tempi per il termovalorizzatore. I costi per mandare i rifiuti all’estero si possono sostenere al massimo per un anno. Non di più. Nel frattempo, poi, deve indicare una discarica».
Ma la sta indicando Berlusconi.
«Come al solito aspettiamo gli interventi dall’esterno. Piuttosto ora sia chiaro: dica, il sindaco, cosa vuole fare e in quanto tempo, lasciando perdere la demagogia della campagna elettorale che ora è terminata. E se lui vuole saremo al suo fianco. Ma non deve usare il metro che ha usato con l’opposizione nel primo Consiglio comunale, quando ci ha isolati. Questa è una città che ha bisogno del contributo di tutti per uscire dalla situazione in cui si trova».
Lui però ha vinto anche perché ha tagliato fuori proprio un’ampia parte della politica.
«Ma chi?».
Per esempio il Pd, il Pdl.
«Mi pare però che con lui ci siano tutti i partiti della Sinistra che governavano con Iervolino, o sbaglio? E quanti suoi assessori sono stati candidati alla Regione o vengono dalla Provincia, oppure sono stati nella vecchia giunta?».
A suo avviso rischia di saltare l’aiuto europeo?
«Guardi, solo ora il de Magistris sindaco si è accorto che da parlamentare europeo i fondi li ha bloccati proprio lui. Parlo però nel suo stesso interesse: i fondi europei non possono essere utilizzati per la spesa corrente, devono andare necessariamente per gli investimenti. I 150 milioni sono per le bonifiche, che sono investimenti sul territorio, non certo per la differenziata come crede lui». (Corriere del mezzogiorno)
